16 novembre 2018
Aggiornato 15:00

Manovra, Tria: nessun contrasto nel governo, favorevole al taglio dell'Irpef

"Politiche coerenti pur se partiti da una campagna elettorale incoerente" spiega Tria placando le polemiche
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - "Contrasti non ci sono se uno va a vedere cosa c'è dietro. Mi trovo bene, il mio è un lavoro molto interessante». Cerca di placare così le polemiche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, alla Summer School di Confartigianato a proposito dei presunti contrasti dentro all'esecutivo in merito alla manovra. "Si può costruire una strategia politica economica coerente anche se è partita da una campagna elettorale non del tutto coerente", ha aggiunto il ministro. «Io sono molto favorevole a partire con una riduzione del numero delle aliquote Irpef» per i redditi familiari, sottolineando che «bisogna vedere le compatibilità di bilancio» e che l’operazione va fatta «in modo equilibrato, coerente e graduale». «Bisogna trovare spazi in modo molto graduale per una partenza di un primo accorpamento delle aliquote e una riduzione per i redditi familiari», ha spiegato Tria. Si tratta, ha aggiunto il ministro, della «riduzione del numero di aliquote ma anche di abbassarle. Bisogna vedere la compatibilità di bilancio, ma sono molto favorevole a partire».

Flat tax richiede tempo: ecco come si finanzia
La flat tax "va finanziata con le tax expenditure e nel complesso richiede tempo» ha detto ancora Tria, sottolineando che «se si arrivasse a una flat tax di una o due aliquote sarebbe un modo per rendere più efficace la politica fiscale alzando le aliquote e abbassandole quando serve». L'obiettivo resta dunque quello di semplificazione e riduzione della pressione fiscale, "parte integrante della crescita del paese", che "si affronta come affronteremo il cosiddetto reddito di cittadinanza, ossia con molta gradualità nell'ambito dei vincoli di bilancio" aveva detto Tria nel corso del suo intervento al Forum Ambrosetti. Questo si può fare a partire dall'interno del grande bilancio dello stato per trovare le risorse, "nei limiti delle coperture che saremo in grado di trovare e nei limiti degli obiettivi di bilancio che stiamo discutendo con la Commissione europea".

Reddito di cittadinanza: "Va disegnato bene"
Il ministro ha parlato anche di reddito di cittadinanza, che, dice, "aiuta la crescita se disegnato bene». Qui "il problema è come lo si disegna, il problema di fondo deve essere affrontato, ci sono molte questioni, l'importante è declinarle in modo coerente». Certo, riconosce Tria, "bisogna valutare qual è il costo addizionale, bisogna vedere quanto serve in più. Serviranno un po' di fondi: il problema è il disegno di questo reddito di cittadinanza, si tratta di disegnarlo in modo che abbia effetti positivi. Bisogna strutturarlo in modo da non creare disincentivi: aiuta la crescita perché consente di spostare risorse, redistribuisce il reddito più che la domanda" conclude Tria.