12 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Il renziano Mazzoncini lascia le Ferrovie: «Cacciato dal governo»

L'amministratore delegato se ne va dopo l'azzeramento dei vertici di Fs da parte del ministro Toninelli: «Il gruppo ha chiuso i migliori bilanci di sempre»
L'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini
L'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini (ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

ROMA«Cari amici, dopo poco meno di tre anni, a seguito della decisione del nuovo governo di applicare lo spoil system, lascio l'incarico di ad di Ferrovie dello Stato Italiane». Così Renato Mazzoncini in un messaggio dopo che ieri il ministro dei Trasporti Toninelli ha azzerato il cda del gruppo. «In questo triennio Fs – ha rivendicato Mazzoncini – crescendo al ritmo del 18% annuo ha chiuso i migliori bilanci di sempre con un utile medio di 645 milioni, cresciuto del 60% rispetto al triennio precedente. Contemporaneamente ha portato gli investimenti dai 4 miliardi medi del triennio precedente a 6 nel 2017 e a 8 nel 2018 con l'arrivo di Anas. Vale oggi il 2% del Pil del Paese e occupa 81 mila persone dirette e 240 mila con l'indotto. E soprattutto tra il 2014 e il 2018 il numero di passeggeri sui treni è cresciuto del 25%, vero obiettivo del nostro lavoro. Per chi come me ha il trasporto pubblico nel sangue – ha proseguito Mazzoncini nel messaggio – non è difficile raccontare il privilegio e l'esperienza di arrivare a 47 anni alla guida di questa straordinaria azienda del Paese e di farla crescere come mai prima d'ora».

Numeri in crescita
Parlando ancora dei numeri di Fs, Mazzoncini ha spiegato: «Finalmente in accordo con le Regioni si rilancia il trasporto ferroviario regionale con il mega investimento di 5 miliardi di nuovi treni che sono in costruzione nelle fabbriche italiane di Hitachi e Alstom e arriveranno sui binari dalla prossima primavera portando la loro anzianità media da 24 a 9 anni in linea con i migliori benchmark. Anche in attesa di questi nuovi investimenti è cresciuta la customer satisfaction dei treni regionali di 5 punti percentuali». Busitalia «è passata dal 2012 a oggi da 100 a 600 milioni di ricavi diventando il benchmark del mercato. Con la nascita di Mercitalia, 1,5 miliardi di investimenti, abbiamo posto le basi per il rilancio del trasporto merci su ferro secondo gli obiettivi di Cop 21. Fs – ha rivendicato Mazzoncini – è anche finalmente diventato un grande player europeo capace di crescere in Europa in questi tre anni ben più dei tedeschi, dei francesi e degli inglesi che da anni si dividevano il palcoscenico».

Un po' di riposo
Fs «è oggi il primo operatore in Italia e in Grecia, il secondo in Germania, il terzo in Olanda ed è già attivo in Uk, Francia e Svizzera e ha guidato, con il mio personale impegno, l'Uic, l'associazione mondiale delle ferrovie. È cresciuta l'ingegneria in Italferr e il mondo digitale con il lancio della piattaforma Nugo. Tutto ciò – ha concluso Mazzoncini – è stato possibile grazie ad un grande board, che ha tra l'altro rafforzato tutti i presidi di governance per assicurare trasparenza e integrità alla gestione aziendale, un grande team di manager impegnati e preparati e alla grandissima famiglia dei ferrovieri, autentico patrimonio del Paese che ringrazio di cuore per il quotidiano impegno e per la straordinaria accoglienza che mi hanno riservato. Ora mi riposo un po', buona estate e in bocca al lupo a tutti. Renato».