Economia | Finanza

La Sardegna emette il suo primo "Pecorino Bond" da 1,7 mln di euro

Un innovativo strumento finanziario messo a punto dalla Regione insieme a Sfirs per sostenere il settore lattiero-caseario

Un gruppo di pastori sardi manifestano davanti al Ministero delle Politiche Agricole
Un gruppo di pastori sardi manifestano davanti al Ministero delle Politiche Agricole (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

CAGLIARI - È stato emesso da Cooperatori Allevatori (CAO) di Oristano il primo "Pecorino bond", innovativo strumento finanziario messo a punto dalla Regione insieme a Sfirs per sostenere il settore lattiero-caseario. Il bond è suddiviso in due tranche, la prima da 1 milione e 125mila euro, la seconda da 625mila, per un totale di 1 milione e 750mila euro, entrambe sottoscritte da fondi e investitori esterni privati. Il 20% delle quote è invece sottoscritta dalla Regione per tramite di Sfirs. L'operazione, che vuole essere la prima di altre successive, ha avuto origine dall'accordo con Regione, Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop e Abi Sardegna per le attività di costituzione in pegno del Pecorino, e con operatori nel settore degli investimenti, ed è stata presentata due anni fa all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) dall'assessore della Programmazione Raffaele Paci a una platea di investitori nazionali e internazionali. La procedura ha seguito tutti gli stringenti parametri tecnici della normativa in vigore. L'emissione è garantita dal pegno rotativo sul prodotto e da Confidi Sardegna.

L'innovazione dell'agroalimentare
La Sardegna punta dunque sull'innovazione per rilanciare l'agroalimentare, mettendo in campo per la prima volta in Italia il "Pecorino Bond", in linea con la politica che la Giunta sta seguendo: "Innovare profondamente per attrarre investitori, consumatori, operatori economico-istituzionali e competenze attraverso la valorizzazione degli asset, il potenziamento delle produzioni locali, l'applicazione delle nuove tecnologie e di una nuova strategia finanziaria", dice l'assessore Paci. "Questa è una ulteriore operazione, nella quale crediamo molto, per favorire l'accesso al credito delle imprese sul versante dei mercati finanziari in forme innovative e diversificate e per combattere il credit crunch. In questo modo possiamo aumentare il valore complessivo del sistema Sardegna, che vogliamo moderno e capace di essere affidabile".

Non solo cibo
E' importante evidenziare come questi strumenti finanziari, oltre ad essere di aiuto al mercato, rappresentano una rilevante novità - sottolinea il presidente della Sfirs Paolo Sestu. "Abbiamo iniziato dal lattiero-caseario e, sulla base di questa sperimentazione abbiamo in programma di replicare lo stesso modello anche in altri settori, non solo dell'agroalimentare». È una operazione che, insieme agli altri strumenti messi a punto per irrobustire la filiera, ha un obiettivo ambizioso: stabilizzare e dare sicurezza a un settore che è strategico per l'economia della nostra regione ma che è periodicamente in difficoltà a causa delle oscillazioni del prezzo, sottolinea il vicepresidente della Regione». "La qualità del cibo è uno dei punti di forza della nostra regione, un valore aggiunto che può fare la differenza nella scelta di turisti e investitori: dunque puntiamo a un agroalimentare di eccellenza, che va aiutato e rilanciato per farne volano di sviluppo e occupazione", conclude Paci.