15 novembre 2019
Aggiornato 01:00
Dieselgate

Scandalo Dieselgate tre anni dopo: in manette l'ad di Audi Rupert Stadler

Clamoroso arresto in Germania nell'ambito dello scandalo Dieselgate: indagini in corso da varie procure

FRANCOFORTE - Clamoroso arresto in Germania nell'ambito dello scandalo Dieselgate: a quasi tre anni dall'esplosione di questa vicenda è finito in manette l'amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler, controllata dal gruppo Volkswagen. Secondo quanto comunicato dai magistrati con una nota, l'arresto è motivato dal rischio di occultamento delle prove. La scorsa settimana presso l'abitazione del manager erano state effettuate perquisizioni. Audi ha confermato la messa in stato di arresto. Stadler era stato indagato a fine maggio, assieme ad un altro manager, con l'accusa di frode. Nel confermare l'arresto Audi non ha voluto rilasciare commenti ma ha ricordato che anche per il manager esiste la presunzione di innocenza.

L'accusa
La vicenda Dieselgate era esplosa a tarda estate del 2015 quando le autorità Usa avevano accusato il gruppo Wolkswagen di aver illecitamente modificato i livelli di emissione durante i test obbligatori tramite dei software ad hoc, coinvolgendo 11 milioni di veicoli. Questi sviluppi giungono dopo che a inizio giugno l'Agenzia federale responsabile dei trasporti stradali, la Kba aveva ordinato il richiamo di 60.000 tra Audi A6 e A7 dopo aver riscontrato anche nel loro caso software che erano in grado di distorcere i livelli di emissioni. Tra febbraio e aprile sono state effettuate diverse perquisizioni presso impianti e domicili di manager, tra cui lo stesso Stadler.

Le indagini
I filoni di indagine da parte di diverse procure spaziano da frode a manipolazione delle quotazioni in Borsa a pubblicità ingannevole e oltre al marchio Audi sfiorano anche Porsche, sempre nella galassia Volkswagen, e Daimler Mercedes. L'indagine coinvolge l'ex numero uno di Vw, Martin Winterkorn, il suo successore sostituito a sua volta di recente, Martin Mueller, e l'attuale presidente del Consiglio di vigilanza, Hans Dieter Poetsch, e presidente del Cda, Herbert Diess.