17 agosto 2018
Aggiornato 22:30

Torture a scimmie per testare i gas di scarico: Volkswagen, Bmw e Daimler nella bufera. Ma Bmw nega

Tre note case automobilistiche avrebbe rinchiuso delle scimmie in una vetrina per poi sottoporle all'emissione di gas di scarico per condurre dei test. Indignazione per l'accaduto. Ma la Bmw nega di aver condotto test simili
Screenshot dell'articolo su Bild
Screenshot dell'articolo su Bild (Bild)

ROMA – Alcune case automobilistiche come la Volkswagen, già coinvolta nello scandalo delle 'emissioni truccate' e altre come la Bmw e la Daimler sono finite nell'occhio del ciclone per presunti test su animali per valutare le emissioni dei gas di scarico dei loro motori. La notizia, pubblicata in anteprima dalla stampa Usa è poi rimbalzata in tutto il mondo.

Sono vive ma…
Secondo quanto riportato dai media d'oltreoceano le scimmie furono rinchiuse in una vetrina, nel 2015, per testare le emissioni dei gas di scarico mischiate ad aria. Gli animali avrebbero respirato queste emissioni per 4 ore di seguito. In base a quanto si apprende, le scimmie non sarebbero morte durante i test, e sarebbero ancora vive. Tuttavia nulla si sa sulle loro condizioni di salute.

Noi no
Come si poteva immaginare, le case automobilistiche, non uscite ancora indenni dallo scandalo delle emissioni truccate o 'dieselgate', sono finite in mezzo alla bufera. Tuttavia, la Bmw avrebbe negato il proprio coinvolgimento. Il Gruppo tedesco, infatti, nega di aver preso parte a esperimenti condotti su scimmie per verificare la tossicità dei gas di scarico. «Il Bmw Group non conduce studi su animali», avrebbe fatto sapere in una nota la casa automobilistica. Al contrario, sia la Daimler che dalla Volkswagen avrebbero confermato di aver condotto questi test sulle scimmie. Forse pentita, la Volkswagen pare abbia chiesto per «l'errore» scientifico da essa commesso.

Gli esperimenti criticati
In base a quanto riportato prima dai media Usa e poi dai quelli tedeschi, dieci esemplari di scimmie giavanesi furono condotti in un laboratorio di Albuquerque, nel New Mexico, nel maggio del 2015. Qui sarebbero poi stati rinchiusi ignari all'interno di un locale in vetro. Nella vetrina era presenta uno schermo Tv su cui era proiettato un cartone animato, in modo da intrattenere gli animali che, per 4 ore furono poi sottoposti all'emissione di gas di scarico mischiato con aria. Fonti locali sostengono che le scimmie siano sopravvissute al test, tuttavia non è noto quali siano le loro attuali condizioni di salute.

Prendere le distanze
Prima si lancia la pietra, poi si nasconde la mano. E così pare abbiano fatto sia Bmw che Daimler, co-finanziatrici del progetto, che ora secondo Bild, avrebbero preso le distanze dal metodo utilizzato e definito «del tutto insensato». La Volkswagen ha fatto di più, chiedendo pubblicamente scusa. Gli esperimenti tuttavia sono stati fatti, e anche se Stephan Weil, presidente della Bassa Sassonia che rappresenta il maggiore azionista del gruppo di Wolfsburg afferma che si tratta di pratiche «assurde e nauseabonde» forse sa un po' di 'salvare il salvabile'.
A ricordare ai dirigenti delle case automobilistiche quanto è stato fatto, c'è uno maggiori esponenti dell'associazione tedesca contro gli esperimenti sugli animali, Klaus Kronaus: «Le scimmie sono animali che hanno bisogno di muoversi molto, già tenerle ferme per 4 ore corrisponde a una tortura. Il gas di scarico ha poi messo a rischio la loro salute».

Cosa si voleva dimostrare
Leggendo quella che sarebbe la motivazione che ha spinto le case automobilistiche a condurre questi assurdi test, viene da domandarsi se sia uno scherzo o cosa. Questi colossi dell'industria automobilistica avrebbero pensato di dimostrare che i gas di scarico non sono cancerogeni, come sostenuto da uno studio condotto nel 2012 dall'Organizzazione Mondiale dalla Sanità (OMS). Ma forse non ci vuole un grande sforzo mentale per comprendere che i gas che rendono l'aria delle città irrespirabile possano avere un qualche effetto negativo sulla salute. Eppure, tant'è. Pare dunque che per dimostrare che l'OMS si sbagliava, le tre case automobilistiche avrebbero deciso di condurre questi test sulle scimmie. Cosa abbiano dimostrato in questo caso non si sa; quello che invece è lampante è la brutta figura che si sono fatte. Gli esperimenti pare siano il frutto di una intesa tra Bmw, Volkswagen e Daimler avvenuta nel 2007 e culminata con la fondazione di un'Associazione Europea della ricerca per ambiente e salute nel settore dei trasporti. Sarebbe stata proprio questa fondazione ad aver promosso lo studio sulle scimmie, dopo aver stipulato un contratto con il Lovelace Respiratory Research Institute. L'Associazione fu tuttavia sciolta in seguito.

Anche cavie umane
Secondo Bild, in base alle informazioni raccolte pare che vi fosse una e-mail datata 31 ottobre 2013, in cui emergerebbe che i promotori della ricerca culminata con i test sulle scimmie avessero addirittura dibattuto se fosse il caso di sottoporre a questo test anche cavie umane, ovviamwente 'volontarie'. Sempre secondo la testata germanica Build, in questo caso sarebbe coinvolto James Liang, lo stesso ex ingegnere della Volkswagen condannato a 40 mesi di carcere negli Usa e promotore dell'uso del software che manipolava i dati delle emissioni a monte del dieselgate.