10 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Scandalo motori

Dieselgate, i software truccati di Volkswagen ora coinvolgono anche l’Audi

Ancora rogne per la casa automobilistica tedesca, la Volkswagen. Dopo lo scandalo dei software truccati sulle emissioni di CO2 dei motori diesel, noto anche come dieselgate, pare sia arrivato a coinvolgere anche il marchio più prestigioso: la Audi

Dieselgate, lo scandalo Volkswagen ora coinvolge anche Audi
Dieselgate, lo scandalo Volkswagen ora coinvolge anche Audi Shutterstock

Lo scandalo dei motori diesel truccati, o dieselgate, che ha coinvolto la Volkswagen è una palla di neve che si è trasformata in valanga. Nel suo cammino pare abbia infatti travolto anche la sua filiale più prestigiosa e alta gamma la Audi. Il software ‘truccato’ sarebbe stato trovato dalla autorità californiana di controllo dell’ambiente, CARB, nel motore V6 delle vetture a marchio Audi.

Come ti sfalso i dati
A dare notizia della scoperta da parte della CARB è il quotidiano tedesco Bild am Sonntag, su cui si dice che il software truccato è capace di capire, in base ai movimenti del volante, se il l’auto si trova sulla strada o viceversa su un nastro trasportatore di un banco di controllo antinquinamento. In questo modo, può fornire informazioni differenti. Per esempio, ridurre i parametri circa l’uscita delle emissioni di CO2 del veicolo quando questo si trova su un banco di prova semovente. Secondo il Bild «Il programma è regolato in modo tale che sia efficace al 100% in fase di test, ma dello 0,01% quando si trova sulla strada».

In Germania dormono?
Dopo la notizia dell’ennesimo scandalo, i politici tedeschi come Olivier Kischer, specialista ai trasporti del movimento dei Verdi, criticano pesantemente l’amministrazione tedesca. «Una volta di più, è un’amministrazione americana che scopre un programma informatico truccato e non un’amministrazione tedesca», ha commentato Kischer. Secondo lui, il ministro tedesco dei Trasporti, Alxander Dobrint (CSU), brilla per l’assenza di volontà nel fare luce sullo scandalo, visto già nello scorso aprile il rapporto dell’autorità tedesca di controllo KBA aveva capito che interessasse anche i veicoli Audi. Tuttavia, il ministro getta acqua sul fuoco e ha assicurato di «non avere nessuna informazione» in merito alla faccenda e alle manipolazioni che avrebbero coinvolto l’Audi. Oltre a ciò, l’amministrazione statunitense non lo avrebbe informato.

Prima era l’ossido di azoto
L’Audi era già stata implicata nel Usa per uno scandalo sulle emissioni di ossido di azoto. Nello specifico, sotto la lente degli ispettori erano finiti 85mila veicoli. Di questi, 25mila erano Suv diesel modello Q7, risultati non riparabili per rispettare le norme antinquinamento degli Stati Uniti. Il risultato è che tutte le vetture sono da riportare in officina, richiamate per rimediare al problema a carico dell’azienda, la quale subirebbe un danno economico pari a cieca 1 miliardo di euro, tenendo anche conto delle penali. Insomma, l’aria che circola alla Volkswagen non è per niente chiara, un po’ come le emissioni dei motori.