4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Fisco

Boom di multe, ma in pochi pagano

In dieci anni le contestazioni staccate sono salite dell'81% fino a 2,5 miliardi di euro di valore

Le multe aumentano dell'81%, ma gli italiani non le pagano
Le multe aumentano dell'81%, ma gli italiani non le pagano ANSA

MILANO - Negli ultimi 10 anni le multe comminate dai vigili urbani a seguito della violazione del codice della strada sono aumentate di quasi l'81%, ma il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. Lo denuncia la Cgia di Mestre. Nel 2016 appena il 39% di chi ha ricevuto una contravvenzione per aver lasciato l'auto in divieto di sosta o per non aver rispettato i limiti di velocità ha eseguito il pagamento. Il rimanente 61% non lo ha proprio fatto o, ipotizza la Cgia, forse lo ha eseguito solo in seguito, approfittando dell'introduzione della rottamazione delle cartelle avvenuta in più riprese in questi ultimi 2 anni.

RISCOSSO SOLO 1 MILIARDO - Nel 2016 gli oltre 8mila Comuni italiani hanno disposto quasi 2,5 miliardi di euro di multe per la violazione del codice della strada, anche se poi hanno riscosso circa 1 miliardo. Rispetto a 10 anni prima, la situazione per le casse comunali è peggiorata moltissimo. Nel 2006, infatti, a fronte di 1,3 miliardi di multe comminate, a onorarle era stato quasi il 60% dei destinatari della sanzione.
A livello regionale, la percentuale della riscossione delle contravvenzioni stradali comminate dai Vigili urbani dei Comuni del Sud si attesta al 27,5%, con punte minime del 23,2% in Campania e del 18,4% in Sicilia. Sale al 34,2% nel Centro, per attestarsi al 42,9% nel Nordovest e al 56% nel Nordest. Le amministrazioni comunali più virtuose sono quelle ubicate nella Regione Friuli Venezia Giulia (65,2% di riscossione), nella Provincia Autonoma di Bolzano (74,2%) e, in particolar modo, nel Molise (74,5%).

5 X MILLE - Diventano definitivi gli elenchi degli enti cui è possibile destinare una quota del 5 per mille dell'Irpef per il 2018. Sul sito dell'Agenzia delle entrate sono state pubblicate infatti le liste degli iscritti permanenti al 5 per mille, aggiornate rispetto a quelle diffuse il 28 marzo. Si tratta «di quei candidati che non hanno l'obbligo di presentare ogni anno la domanda di iscrizione nè la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà».
«Online - spiega l'agenzia fiscale - sono anche disponibili gli elenchi definitivi dei nuovi iscritti alle categorie del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche. In questo caso si tratta dell'aggiornamento e dell'integrazione delle liste provvisorie pubblicate l'11 maggio». Grazie all'aggiornamento dei due elenchi, «gli enti in corsa per il 5 per mille 2018 diventano circa 60mila, oltre 2mila in più rispetto all'anno scorso».

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