13 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Cos'è lo scandalo Cambridge Analytica che sta affondando Facebook in borsa

50 milioni di utenti 'spiati' dalla società di analisi Cambridge Analytica, con ceo Steve Bannon. Per orientare il voto degli utenti
Mark Zuckerberg.
Mark Zuckerberg. (EPA/LISA HORNAK)

NEW YORK - Giù le azioni di Facebook a Wall Street, dopo la bufera scoppiata a seguito della clamorosa inchiesta del New York Times e del Guardian. A pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni il titolo cede il 5% a 176 dollari all'indomani delle rivelazioni sulla società che, con un quiz sul social network di Zuckerberg, avrebbe profilato 50 milioni di utenti. 

Uno scandalo che coinvolge 50 mln di profili
Al centro dello scandalo, la Cambridge Analytica, la società di analisi data di proprietà di Robert Mercer di cui era ceo Steve Bannon, impiegata per la campagna di Donald Trump in America e per la vittoria della Brexit, nel mirino per  aver raccolto informazioni personali relative - pare - a 50 milioni di profili FB di elettori americani. Tutti dati sensibili, raccolti senza autorizzazione all’inizio del 2014, il tutto per progettare un programma software in grado di individuare le più personali tendenze degli utenti, sulle quali puntare con messaggi personalizzati per orientare le loro scelte in cabina elettorale.

La scoperta nel 2015, ma nessun avvertimento agli utenti
La stampa inglese, in particolare, fa il nome di Christopher Wylie, già dipendente della società e che ora collabora con gli inquirenti americani e britannici, insieme a un accademico di Cambridge, per ottenere i dati: uno sforzo per cui era stato investito un milione di dollari. I primi sospetti fondati a proposito della vicenda, in Facebook, si erano diffusi alla fine del 2015: nonostante ciò, il social di Mark Zuckerberg non ha diffuso alcun avvertimento agli utenti. 

L'app dei test di personalità
Da quello che si apprende, per raccogliere i dati la società aveva usato l’app chiamta «thisisyourdigitallife", messa a punto da Aleksandr Kogan, dell’Università di Cambridge e a capo della società Global Science Research (GSR), in collaborazione con Cambridge analytica. Su tale piattaforma, centinaia di migliaia di utenti erano stati pagati per fare un test della personalità, accettando di fornire i loro dati personali per uso accademico. Peccato che l’app raccogliesse informazioni anche sugli amici di questi utenti.

La politica chiede risposte
Lo scandalo e il conseguente crollo in borsa punta coinvolge direttamente il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, che ora dovrà rispondere per quanto accaduto. La senatrice democratica del Minnesota Amy Klobuchar sabato sera ha chiesto che Zuckerberg venga ascoltato dalla Commissione Giustizia del Senato, perché spieghi esattamente da quanto tempo la società sapeva degli abusi che Cambridge Analytica avrebbe commesso. Richieste del genere giungono anche dal Regno Unito, visto il presunto coinvolgimento di Cambridge Analityca e di una società canadese in qualche modo collegata nell'orientare le opinioni degli utenti sul referendum sulla Brexit. Il conservatore Damian Collins sta conducendo a questo proposito una indagine parlamentare sulle presunte influenze sul voto del giugno 2016, e ritiene che le testimonianze rese dai dirigenti di Facebook e Cambridge Analytica non siano più sufficienti alla luce delle novità emerse sullo scandalo: ha dunque annunciato che scriverà a Zuckerberg chiedendogli di presentarsi davanti alla commissione d’inchiesta.

Nuove rivelazioni
Intanto, alle rivelazioni fatte dall’ex dipendente Christopher Wylie al New York Times e al Guardian, si è aggiunto il documentario che i giornalisti di Channel 4 hanno girato nelle scorse settimane negli uffici di Cambridge Analytica, fingendosi potenziali clienti. In tale documentario, pare che i giornalisti abbiano incontrato anche l’amministratore delegato di CA, Alexander Nix, che avrebbe svelato le tecniche di microtargeting usate nelle campagne elettorali a partire dalla profilazione dei dati Facebook degli elettori.