Mps si sgonfia nel finale, Tesoro sotto di 1,1 miliardi: tutto come da copione
Ecco come Mps archivia il primo giorno della sua seconda vita in Borsa. Tutto come da copione
ROMA - Mps archivia il primo giorno della sua seconda vita in Borsa con le azioni a quota 4,55 euro. Scambi pari al 4,5% del capitale. Il titolo ha dunque chiuso ampiamente sopra al valore anti-negoziazione (4,28 euro), ma sotto il picco giornaliero di 5,26 euro. A fine giornata la capitalizzazione di Borsa della più antica banca del mondo risulta pari a 5,18 miliardi, in linea con le valutazioni delle banche tricolori di medie dimensioni che sono valorizzate circa la metà del patrimonio netto tangibile. Il flottante, al netto del 3,5% di azioni proprie detenute dalla stessa banca, del 52,2% in capo la Tesoro e del 4,3% in capo a Generali, appare destinato a ridursi.
In Borsa meno 25%
All'orizzonte, dopo l'uscita dell'apposito decreto, c'è lo swap tra le azioni in capo agli ex obbligazionsti retail portatori del Bond Upper2 2018 e titoli di deposito Mps con scadenza 2018. In totale 1,5 miliardi di euro in azioni che cambieranno "padrone" passando dalle mani dei piccoli risparmiatori al Tesoro, destinato a salire, in caso di esercizio totale dello swap, al 68% del capitale della banca senese. Alla fine con il Tesoro al 68%, Generali al 4,3%, più le quote in mano ai fondi di investimento, il flottante in Borsa si ridurrà intorno sotto il 25%.
E il costo del capitale dove lo prendono?
Una situazione che ricorda il primo debutto in Borsa del Monte dei Paschi, eravamo nel luglio del 1999 e sul mercato finì il 22% del capitale, il restante 78% nelle mani della Fondazione Mps. L'unica differenza sta nel conto economico dei vecchi e nuovi "padroni" del Monte. La Fondazione Mps incassò dalla quotazione della sua banca circa 3 miliardi, il Tesoro dalla quotazione del nuovo Mps, ora declinabile come Monte dei Paschi di Stato, per ora lascia sul terreno 1,1 miliardi. Via XX settembre, secondo il Piano di ristrutturazione della banca approvato dalla Ue, dovrebbe uscire dall'azionariato del Monte nel 2021. Per guadagnarci e dunque cederlo ai privati, la ricetta è molto semplice: Mps dovrà essere in grado di remunerare il costo del capitale. Un evento che non si verifica da circa un decennio.
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