18 agosto 2019
Aggiornato 08:30
Senza esclusione di colpi

Vivendi-Mediaset, arriva la contromossa dei francesi contro il Biscione

La prima udienza del processo si è aperta con la contromossa inaspettata dei francesi che hanno chiesto al Biscione danni per diffamazione a causa della vicenda Premium

MILANO - Contromossa dei francesi alla prima udienza del processo Mediaset-Vivendi. La società che fa capo a Vincent Bollorè è convinta di essere stata danneggiata dalla campagna mediatica che ha accompagnato la vicenda Premium e per questo chiede a Mediaset un risarcimento danni per diffamazione. Si profila una battaglia senza esclusione di colpi.

La contromossa di Vivendi
Si è aperto così, con il deposito di una richiesta riconvenzionale di risarcimento danni da parte dei francesi, il contenzioso civile che vede il Biscione contrapposto al gruppo che fa capo a Vincent Bollorè per la mancata cessione della pay tv Premium. Al centro del procedimento c'è la mancata cessione del 100% di Premium ai francesi, citati in giudizio da Mediaset per non aver rispettato l'accordo sottoscritto l'8 aprile scorso.

Cosa chiede Mediaset a Vivendi
Il Biscione chiede «l'effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l'8 aprile 2016» e pretende un risarcimento danni complessivo «non inferiore a un miliardo e mezzo di euro», calcolato sulla base di «un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016». Anche la capogruppo Fininvest ha intentato causa contro i francesi chiedendo «un risarcimento dei danni già subiti» pari «a una cifra non inferiore a 570 milioni di euro», correlati fra l'altro alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell'accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all'esecuzione del contratto, nonché all'elevatissimo danno di immagine. Di certo il processo Mediaset-Vivendi andrà per le lunghe e non sarà di facile risoluzione. La prossima udienza dovrebbe svolgersi in estate.