15 novembre 2019
Aggiornato 06:00
rischiano il posto 3mila lavoratori

Almaviva, ancora un rinvio sulla mobilità. Domani l'incontro al Mise con i sindacati

Nulla di fatto per l'incontro di ieri tra azienda e sindacati: rischiano il licenziamento 3mila lavoratori. Il nodo cruciale restano i contratti di solidarietà, e il governo avrà un ruolo decisivo nel dirimere la questione

ROMA - L'incontro di ieri tra azienda e sindacati non è andato a buon fine e tutto è rimandato a domani, quando le parti si rivedranno al Mise per cercare di sciogliere il nodo cruciale delle trattative: quello dei contratti di solidarietà.

Rischiano il licenziamento 3mila lavoratori
Almaviva Contact è disponibile a individuare soluzioni alternative alla procedura di licenziamento, nel quadro del percorso indicato dal Governo. Lo fa sapere l'azienda al termine dell'incontro con i sindacati nella sede di Unindustria Roma. Ma l'incontro di ieri non è andato comunque per il verso giusto e tutto è rimandato a domani, quando Almaviva Contact e i sindacati si ritroveranno al Mise per cercare di scongiurare il licenziamento di 3mila lavoratori.

I contratti di solidarietà
L'azienda si è detta costretta a rilevare con sconcerto «l'indisponibilità delle organizzazioni sindacali a proseguire un confronto che avrebbe dovuto necessariamente investire altre decisive problematiche», nonostante lo stesso, fortemente sollecitato dal Governo, sia formalmente previsto dalle procedure di legge a garanzia di tutte le parti coinvolte. Il nodo sul quale si è arenata la trattativa, come sottolinea Andrea Biondi su Il Sole24ore, sono i contratti di solidarietà.

Il ruolo decisivo del governo
La richiesta dei sindacati è quella di ottenerli per tutte le sedi italiane del gruppo, mentre la posizione dell'azienda è quella di concederli solo nelle tre sedi interessate dalla procedura. Secondo Almaviva Contact, la richiesta di ricorrere ad ammortizzatori sociali, avanzata dal sindacato, può essere collocata nel solo contesto che garantisca la necessaria sostenibilità dell'attività aziendale nei siti produttivi interessati dagli esuberi. Ogni altra posizione, come quella di voler semplicemente prorogare strumenti che si sono rivelati inadeguati a fronteggiare un profondo stato di crisi e hanno contribuito a generare pesanti perdite economiche, appare secondo Almaviva strumentale e contraddittoria. Ora la palla passa al governo, che avrà un ruolo decisivo nel dirimere la questione.