30 settembre 2020
Aggiornato 04:30
fine partnership

Petrolio: Shell e Saudi Aramco verso rottura joint venture Motiva

A gennaio i sauditi avevano fatto circolare l'idea di un'offerta pubblica delle azioni di Saudi Aramco, nell'ambito dei maggiori sforzi per privatizzare società controllate dallo Stato

NEW YORK - I colossi petroliferi Royal Dutch Shell e Saudi Arabian Oil Co prevedono di mettere fine alla partnership che per quasi due decenni ha gestito la maggiore raffineria degli Stati Uniti, dove sono prodotti 600.000 barili di carburante al giorno. Shell e Saudi Aramco avevano creato la joint venture Motiva quasi due decenni fa e nel 2012 hanno speso 10 miliardi di dollari per raddoppiare la dimensione dello stabilimento di Port Arthur, in Texas, che ora passerà in mani saudite. Come ricorda il Wall Street Journal, una parte significativa della benzina, diesel e carburante per aerei prodotta è esportata al di fuori degli Stati Uniti.

A gennaio i sauditi avevano fatto circolare l'idea di un'offerta pubblica delle azioni di Saudi Aramco, nell'ambito dei maggiori sforzi per privatizzare società controllate dallo Stato portati avanti in concomitanza del continuo ribasso dei prezzi del petrolio. All'epoca, c'erano state speculazioni sul fatto che l'Ipo avrebbe potuto riguardare le divisioni petrolchimiche e di raffinazione del colosso energetico saudita, non le attività legate a esplorazione e produzione petrolifera. Secondo gli esperti, le decisioni prese su Motiva potrebbero spianare la strada a un'offerta di questo tipo.