Ecco i dati del Rapporto di Cisl-Caritas-Sicet

Casa, in Italia più di 1 affittuario su 10 è senza contratto

Il disagio abitativo nel Belpaese ha raggiunto un livello critico. A un affittuario su 4 non va nessuna ricevuta, ma tanti sono i disagi che coinvolgono i cittadini italiani

In Italia 1 affittuario su 10 è senza contratto.
In Italia 1 affittuario su 10 è senza contratto. (Shutterstock.com)

ROMA - Il disagio abitativo ha ormai raggiunto in Italia un «livello critico». Il difficile accesso alla casa e l'impossibilità di condurre la propria esistenza in condizioni abitative dignitose è diventato uno dei problemi più gravi, causa di sempre maggiore esclusione sociale per molte persone e famiglie, sia italiane che straniere.

I costi per la casa sono un freno alla ripresa
I costi per la casa incidono pesantemente nella gerarchia dei consumi delle famiglie, soprattutto quelle con reddito medio-basso, determinando rilevanti problemi economici e rappresentando un vero e proprio freno per la crescita del Paese. E' quanto emerge da un rapporto di Cisl, Caritas e Sicet sull'emergenza abitativa presentato a Roma alla presenza del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

L'11% delle persone che vive in affitto non ha un contratto
Il problema, sottolinea lo studio, si è aggravato anche a causa della mancanza di risorse destinate all'edilizia residenziale pubblica. Ecco alcuni numeri: le soluzioni abitative con caratteri di apparente provvisorietà, che riguardano tutti coloro che vivono in stanze e posto letto, raggiungono nel loro insieme una quota di presenza non trascurabile pari all'8,5% di tutti gli intervistati. L'11,1% del totale delle persone che vivono in affitto è privo di contratto. Al 26,6% delle persone che vivono in affitto non viene rilasciata nessun tipo di ricevuta. Al 32,6%, viene rilasciata una ricevuta sottostimata, che non copre l'ammontare reale della rata di affitto.

La metà vive in case strutturalmente danneggiate
A livello generale, quasi la metà del campione vive in abitazioni definite «strutturalmente danneggiate» (47,3%). Una quota di poco inferiore di persone vive in case-alloggi ritenuti di «ridotte dimensioni» (43,5%). Il 20,4% in situazioni di «mancanza di luminosità». La metà delle persone che si rivolgono ai due enti dichiara di incontrare grandi difficoltà nel pagare l'affitto, la rata di mutuo o le spese condominiali di gestione-mantenimento dell'abitazione. Nel caso degli utenti Caritas, la quota è pari al 68,7%.

A volte il peso dell'affitto-mutuo supera il 30% del reddito
Nel caso degli utenti Caritas-associati Sicet il 73,2% delle persone che vivono in affitto e il 71,4% di coloro che stanno pagando la rata del mutuo si colloca in situazione di potenziale sofferenza economica, in quanto il peso dell'affitto-mutuo supera il valore-soglia del 30 per cento sul totale del reddito. A livello generale, il 16% del campione vive un problema di sfratto o di pignoramento giudiziario.

1 su 10 è senza dotazioni igieniche
Si tratta in prevalenza di italiani, abitanti nelle regioni del Mezzogiorno, di età compresa tra 50 e 64 anni, disoccupati, che vivono in famiglie non eccessivamente numerose (massimo 5 componenti), con figli minori e un basso livello di reddito. Più della metà degli sfrattati/pignorati vive in alloggi con "strutture danneggiate" (58,8%). Il 45,4% risiede in abitazioni considerate di "ridotte dimensioni" e il 32% vive in condizioni di sovraffollamento. Più rare, anche se non del tutto assenti, le situazioni di totale assenza di dotazioni igieniche, che riguardano comunque una persona su dieci (9,3%).

Le risposte istituzionali sono deboli
A fronte di questo livello di disagio, le risposte istituzionali appaiono deboli: solo il 23,5% degli utenti Caritas-Sicet usufruisce di una o più misure socio-assistenziali nazionali o locali. La misura più diffusa, il fondo nazionale di sostegno alla locazione, è fruita dal 10,6% del campione (45,1% di tutti coloro che ricevono un aiuto socio-assistenziale). A livello europeo, se prendiamo in considerazione lo stock di abitazioni sociali in affitto in rapporto al totale delle abitazioni i Paesi Bassi sono il Paese con il livello più alto (32%), seguiti da Austria (23%), Danimarca (19%), Regno Unito (18%), Svezia (18%), Francia (17%) e Finlandia (16%). L'Italia, con il suo 5,3% è agli ultimi posti della classifica europea, sotto il valore medio dell'Unione Europea (8,3%).

650mila le domande di alloggi Erp in attesa di esecuzione
In Italia provvedimenti esecutivi di sfratto a uso abitativo emessi nell'anno 2014 sono stati 77.278, di cui 3.433 per necessità del locatore, 4.830 per finita locazione e 69.015 per morosità e altra causa. Nello stesso periodo le richieste di esecuzione sono state 150.076 e gli sfratti eseguiti 36.083. Il raffronto con i dati dell'anno precedente evidenzia per i provvedimenti di sfratto emessi un aumento del +5%. Rispetto al 2013 le richieste di esecuzione sono aumentate del 14,6% e gli sfratti eseguiti 13,5%. Nel patrimonio residenziale pubblico gestito dagli ex Iacp abitano circa 2 milioni di persone spesso in situazioni di estrema fragilità sociale: 140 mila persone disabili; 600mila anziani ultra65enni; 130mila immigrati extracomunitari; 34% di famiglie con redditi al di sotto dei 10 mila euro annui; sono circa 650mila le domande di alloggi Erp in attesa di esecuzione.