19 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Parla il consigliere regionale

Rom, Santori: Anac apre fascicolo su scolarizzazione nomadi, romani stanchi di pagare

La procedura è stata avviata a seguito di un esposto che ho inviato nel luglio scorso al presidente dell'authority anticorruzione, Raffaele Cantone, nel quale ho segnalato presunte illegittimità nella procedura di affidamento diretto, l'ennesima di una giunta Marino di cui si cominciano finalmente a scoperchiare tutti gli altarini

ROMA - «L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha aperto un fascicolo per verificare il bando sulla scolarizzazione dei nomadi tra il settembre 2014 e agosto 2015, per un importo di quasi 2 milioni e 300 mila euro. La procedura è stata avviata a seguito di un esposto che ho inviato nel luglio scorso al presidente dell'authority anticorruzione, Raffaele Cantone, nel quale ho segnalato presunte illegittimità nella procedura di affidamento diretto, l'ennesima di una giunta Marino di cui si cominciano finalmente a scoperchiare tutti gli altarini». Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.

L'esame
Come riferisce Santori l'Anac «ha aperto il fascicolo 3991/2015 per esaminare la procedura ristretta accelerata per l'affidamento del servizio di scolarizzazione per i minori appartenenti alle comunità rom, sinti e caminanti dei villaggi attrezzati e dei campi non attrezzati di Roma per il periodo compreso tra il 1 settembre 2014 e il 31 agosto 2015, suddivisa in 8 lotti, per un importo complessivo di 2.289.960 euro».

«Serve indagine approfondita»
«Auguro buon lavoro all'ANAC, perchè Roma ha bisogno di fare chiarezza e trasparenza su un fenomeno assurdo che costa troppo e non porta nessun risultato. Oltretutto i cittadini romani non vogliono più i campi nomadi e non sono più disposti a pagare un euro per finanziare quel sistema clientelare che ruota attorno a campi e villaggi attrezzati. Perciò ben venga un'indagine approfondita nei confronti di un servizio che distrae risorse che ben potrebbero essere destinate altri servizi pubblici utili a chi realmente è in uno stato di bisogno», conclude Santori.


(con fonte Askanews)