30 ottobre 2020
Aggiornato 15:30
Automotive

Alta tensione tra Renault e Nissan

Le due case automobilistiche sono alleate da 16 anni ma una mossa del governo di Parigi, che quest'anno ha aumentato la sua quota in Renault a quasi il 20% senza avvertire Carlos Ghosn - amministratore delegato di entrambi i costruttori - sta mettendo a dura prova i rapporti.

PARIGI - Alta tensione tra Renault e Nissan: le due case automobilistiche sono alleate da 16 anni ma una mossa del governo di Parigi, che quest'anno ha aumentato la sua quota in Renault a quasi il 20% senza avvertire Carlos Ghosn - amministratore delegato di entrambi i costruttori - sta mettendo a dura prova i rapporti. Nel mirino la legge denominata Florange, che dovrebbe entrare in vigore in Francia ad aprile e che darà doppio diritto di voto agli investitori a lungo termine in una società. I dirigenti della Nissan, che era vicina al fallimento nel 1999, ma che ora è senz'altro il partner maggiore tra le due aziende, pensano che sia scorretto che attraverso la mossa dell'esecutivo francese Renault assuma il controllo dell'azienda nipponica attraverso una quota del 43,4% mentre la quota del 15% detenuta da Nissan in Renault non ha alcun diritto di voto. I giapponesi temono che quando la legge sul doppio diritto di voto entrerà in vigore ad aprile, il governo di Parigi assuma un'influenza indebita sui temi dell'alleanza.

Diplomazie al lavoro
Le diplomazie sono al lavoro per trovare una soluzione, che al momento appare difficile. Il premier francese Manuel Valls ha dichiarato oggi che il suo governo, che di Renault è il maggior azionista, vuole che l'alleanza con Nissan prosegua e ha fatto sapere che si opporrebbe, invece, a una fusione tra i due costruttori. Valls ha anche ribadito che Parigi potrebbe tagliare la sua quota in renault dall'attuale 19,7% al 15%. Si tratta di una smentita implicita alla notizia di stampa secondo la quale il ministro dell'economia francese Emmanuel Macron starebbe premendo per una fusione su Ghosn.
Un secondo fronte di azione riguarda Renault che - secondo quanto riportato dal Financial Times - ha incaricato un piccolo gruppo di suoi consiglieri di amministrazione di trovare una soluzione che 'neutralizzi' gli effetti della legge Florange prima che quest'ultima entri in vigore. Una mossa, quest'ultima che viene vista da qualcuno come il primo passo verso un ultimatum al governo dal momento che tutti e 10 i consiglieri indipendenti di Renault hanno già appoggiato le due società e condannato il governo per il tentativo di «destabilizzare» l'alleanza con il principio del voto doppio.