12 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Bancarotta, fallimento e evasione fiscale per 2mln

Ippodromo Tor di Valle, rischio processo per l'affitto del terreno

 La Procura della Capitale ha chiuso l'inchiesta, passo che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, in relazione al contratto di affitto dell'area che dovrebbe accogliere l'impianto giallorosso. La società locataria, 'Ippodromo Tor di Valle', però avrebbe compiuto una distrazione in danno dei creditori

ROMA - Una bancarotta, un fallimento ed una evasione fiscale per quasi due milioni di euro. Si nasconde questo e forse di più nel terreno dell'ex ippodromo di Tor di Valle, dove è in fase di approvazione il progetto per il nuovo stadio della Roma. La Procura della Capitale ha chiuso l'inchiesta, passo che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, in relazione al contratto di affitto dell'area che dovrebbe accogliere l'impianto giallorosso. Ma la società locataria, 'Ippodromo Tor di Valle', avrebbe compiuto una distrazione in danno dei creditori.

La matassa da dipanare
L'inchiesta - si sottolinea a piazzale Clodio - non pregiudicherà tutto quel che è in animo di costruire. Ma sarà una ulteriore matassa da dipanare. In tutto questo sono sotto accusa, a seconda delle singole posizioni, gli imprenditori Gaetano ed Umberto Papalia; oltre al liquidatore Umberto Ciccozzi, e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais, azienda già proprietaria del terreno oggetto delle verifiche.

Gli accertamenti
Gaetano Papalia era presidente della 'Ippodromo Tor di Valle'; Umberto era componente del cda. Gli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Mario Dovinola, riguardano anche Umberto Ciccozzi, liquidatore della Ippodromo Tor di Valle; e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais. Gli accertamenti sono stati avviati dopo il fallimento della società costituita nel 2008 per la gestione del galoppatoio e fallita nel giugno 2013 nonché soci e detentori del capitale della Sais. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono, a seconda delle posizioni, bancarotta per distrazione e omesso pagamento dell'Iva. In sostanza si ritiene che l'anticipata rescissione del contratto di locazione del terreno, per canoni non pagati, nel 2013, a fronte di una scadenza nel 2016, avrebbe privato i creditori di Sais e di Ippodromo di Tor di Valle dai proventi che sarebbero derivati dallo sfruttamento dello stesso. Sulla vicenda dello stadio è in corso un'inchiesta che verte sul presunto pericolo idrogeologico che deriverebbe dalla realizzazione dell'impianto.

(con fonte Askanews)