24 gennaio 2021
Aggiornato 01:00
La voce del colosso torinese

Elkann: «Non uno scandalo dell'industria dell'auto, ma solo della Volkswagen»

Il presidente di Fiat Chrysler Automobiles commenta la bufera che ha travolto i concorrenti, scaricando tutte le responsabilità sull'azienda tedesca: «Si tratta di un fatto molto grave, ma attendiamo le indagini per conoscere i dettagli»

ROMA – Non arriverà ad esclamare «It's a good moment», come ha fatto il Sergio Marchionne in versione Maurizio Crozza, ma dietro lo sguardo di John Elkann, si intravede una punta di ben celata soddisfazione per la bufera che sta travolgendo i concorrenti della Volkswagen. I primi commenti sullo scandalo, il presidente di Fiat Chrysler Automobiles li ha rilasciati proprio stamattina, al DiariodelWeb.it e agli altri giornalisti che lo hanno interrogato al margine del cinquantesimo anniversario della scomparsa del suo bisnonno, lo storico presidente Aci Filippo Caracciolo. E, pur mantenendo lo stretto riserbo di rito sui fatti che coinvolgono la concorrenza, Elkann non si è sottratto dal lanciare qualche velata frecciatina.

Elkann, come vede la Fiat questo scandalo Volkswagen?
Non è nostra abitudine commentare quello che accade ai concorrenti. Ovviamente si tratta di un fatto molto grave, ma per capirne meglio i dettagli occorrerà attendere il prosieguo delle indagini.

Questo avvenimento epocale darà impulso ad una profonda trasformazione per tutto il settore?
L'Acea, l'associazione europea dei costruttori automobilistici, è stata molto chiara. Nel suo comunicato stampa, che è la voce della categoria, ha detto che questo fatto non è legato a problemi dell'industria automobilistica, ma è specifico della Volkswagen.

Cambia qualcosa nello scenario prefigurato da Marchionne, quello che va verso alleanze e intese per trovare i capitali necessari a far fronte alle grandi sfide dell'industria dell'auto?
Quello che ha detto Sergio Marchionne riguardo i benefici del consolidamento continua a valere a prescindere da quello che è avvenuto alla Volkswagen. La sua è una tesi molto chiara e cerca di risolvere un problema dell'industria, quello legato alla difficoltà di avere ritorni adeguati ai numerosi investimenti di cui il settore ha bisogno. Se si possono creare operatori più grandi, che abbiano i mezzi per fare questi investimenti, questo andrà a beneficio di tutta l'industria.

Cosa ha provato vedendo le immagini del Papa sulla 500L?
Soddisfazione e orgoglio. Il Santo Padre alla Casa Bianca su una 500 è un grande attestato di stima per noi.

E alla Juventus cosa sta succedendo?
La Juve sta crescendo come squadra. Ha dimostrato di essere grande nella partita contro il Manchester City, ma non c'è dubbio che bisogna affrontare tutti i match con il lavoro e la concentrazione che richiedono. Mi auguro che la squadra riesca a giocare con la stessa determinazione con il Frosinone e con il Manchester City.