31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Parla il presidente Spaziani Testa

Confedilizia: la tassazione sugli immobili necessita di un intervento di riduzione

I dati diffusi da Confedilizia sulla tassazione agli immobili evidenziano - secondo il presidente Spaziani Testa - che si fa necessario un intervento per ragioni di equità e per porre rimedio ai danni provocati da una politica fiscale sbagliata

ROMA - Da Confedilizia arrivano alcuni dati relativi alla tassazione sugli immobili. Innanzitutto, Nel 2014, il gettito di IMU e TASI è stato di circa 25 miliardi di euro. Per quanto concerne l gettito dell’ICI questo fino al 2011 era stato di circa 9 miliardi di euro. Sempre rispetto a quattro anni fa, le imposte locali sugli immobili si sono quasi triplicate rispetto al 2011. Continuano i dati di Confedilizia con la considerazione sui proprietari che versano ai Comuni 15/16 miliardi di euro in più ogni anno. Il carico di imposte patrimoniali (IMU e TASI), nel quadriennio 2012-2015, può stimarsi in 94 miliardi di euro.

20 miliardi di contributi l'anno
Come specifica Confedilizia, oltre alle imposte di natura patrimoniale, che sono una peculiarità del settore (e tra le quali bisogna considerare anche le imposte di scopo), la proprietà immobiliare paga ogni anno altri 20 miliardi circa di tributi. Questi possono essere di tre tipi: reddituale (IRPEF, addizionale regionale IRPEF, addizionale comunale IRPEF, IRES, IRAP), sui trasferimenti (imposta di registro, IVA, imposte ipotecarie e catastali, imposta di bollo, imposta sulle successioni e sulle donazioni) e legati ai servizi (tassa sui rifiuti, tributo provinciale per l’ambiente, contributi ai Consorzi di bonifica, tassa occupazione spazi pubblici ecc.).

L'intervento di riduzione tributaria
Giorgio Spaziani Testa, Presidente della Confedilizia, ha dichiarato che «questi dati dimostrano come l’imposizione tributaria sugli immobili necessiti di un intervento di riduzione a tutto tondo: per ragioni di equità e per porre rimedio ai danni provocati da una politica fiscale sbagliata. Il numero di compravendite è crollato proprio a partire dal 2012, anno di introduzione dell’IMU, e il mercato non accenna a riprendersi. Stessa sorte hanno subìto le mille attività che riescono a sopravvivere solo in presenza di un mercato immobiliare sano: fallimenti e licenziamenti non si contano più, così come innumerevoli sono i locali commerciali con le saracinesche abbassate. In fortissima crisi – sempre per l’eccesso di tassazione – versa anche l’affitto, abitativo e non abitativo, con tutte le conseguenze di ordine sociale ed economico che possono immaginarsi. Vi è poi la caduta dei consumi causata dalla perdita di valore degli immobili (stimata in circa 2.000 miliardi) e dall’effetto che tale riduzione ha prodotto su milioni di proprietari. Per rispondere a questa situazione drammatica serve una risposta forte e complessiva, una riduzione fiscale che riguardi tutti gli immobili».

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