20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Enel Gp ha concluso i lavori nel dicembre 2014

Il Consiglio di Stato dà il via libera alla centrale geotermica Bagnore 4

Le autorizzazioni data all'impianto nei comuni di Santa Fiora e Arcidosso (Gr) sono legittime. Lo ha chiarito Palazzo Spada che ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Italia nostra, Wwf e Associazione Forum ambientalista. Le associazioni hanno fatto sapere che ricorreranno alla Corte di Giustizia europea

GROSSETO – Le autorizzazioni data alla centrale geotermica Bagnore 4 nei comuni di Santa Fiora e Arcidosso (Gr) sono legittime. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato che ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Italia nostra, Wwf e Associazione Forum ambientalista che avevano impugnato i permessi concessi all'impianto nel grossetano. Le associazioni hanno fatto sapere che ricorreranno alla Corte di Giustizia europea.

VERSO IL RICORSO EUROPEO - I ricorrenti hanno impugnato la prima autorizzazione unica rilasciata nel 2012 che poi è stata annullata per vizi istruttori e non quella nuova che la Regione ha rilasciato il 20 febbraio 2014. La mancata impugnativa della nuova autorizzazione unica non solo rende questa «inattaccabile ma - si legge nella sentenza del Consiglio di Stato - fa venire meno anche il ricorso contro la Valutazione di impatto ambientale il cui ipotetico annullamento non comporterebbe comunque l'annullamento della nuova autorizzazione unica». Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista ha replicato: «Che il Consiglio di Stato non voglia entrare nel merito significa nascondersi dietro un dito. Questo tipo di giustizia è palesemente contraria ai diritti dei cittadini e per questo faremo ricorso alla Corte di giustizia europea».

LE CRITICHE DEGLI AMBIENTALISTI - Gli ambientalisti hanno segnalato diverse criticità riguardo al progetto di centrale geotermica, che considerano di «vecchia generazione» e quindi inquinante. Alice Faccon, referente Amiata Wwf Toscana, aveva spiegato negli anni scorsi che è la stessa Arpat a rilevare che «le centrali dell’Amiata fra cui Bagnore, emettono circa il doppio della Co2 emessa dalle centrali a turbogas a ciclo combinato», oltre a emettere mercurio, acido solfidrico e borico e ammoniaca «notevolmente maggiore rispetto alle termoelettriche». Inoltre secondo i ricorrenti manca la definizione del bilancio idrico, mentre considerano carenti l’istruttoria sul  possibile collegamento tra la falda acquifera e quella sottostante del bacino geotermico e l’istruttoria sulla valutazione di impatto del progetto sulla salute dei cittadini.

LAVORI CONCLUSI DICEMBRE 2014 - I lavori per realizzare Bagnore 4 erano partiti nel 2013. Nel progetto era prevista l'installazione due gruppi da 20 MW ciascuno, per una capacità installata totale di 40 MW, in grado di generare, a regime, fino a 310 milioni di chilowattora di energia all’anno. ENEL Green Power ha investito circa 120 milioni di euro nel progetto che è stato completato e allacciato alla rete il 22 dicembre 2014.