12 luglio 2020
Aggiornato 11:30
Una protesta contro il decreto Sblocca Italia

Decine di migliaia di persone in piazza contro le trivelle in mare

La manifestazione contro l'estrazione petrolifera offshore è stata lanciata dal coordinamento «No Ombrina», che al grido di «salviamo l'Adriatico» ha riunito a Lanciano (Ch) tra i 40mila e i 60mila cittadini provenienti da tutta Italia

CHIETI – Quasi 500 associazioni e decine di migliaia di persone sono scese in piazza sabato 23 maggio a Lanciano (Ch) in Abruzzo per dire no all'estrazione di petrolio lungo le coste italiane. La manifestazione contro le trivelle offshore è stata lanciata dal coordinamento «No Ombrina», che al grido di «salviamo l'Adriatico» ha riunito tra i 40mila e i 60mila cittadini.

A LANCIANO DA TUTTA ITALIA - Gli organizzatori hanno ringraziato i partecipanti e tutti coloro che hanno collaborato all'iniziativa: «Un corteo incredibile e commovente, un atto di popolo contro la deriva petrolifera e per salvare l’Adriatico. Una manifestazione ancora più imponente di quella di Pescara di due anni fa che portò in piazza 40mila persone. Sessantamila persone e 482 adesioni di comitati, associazioni ed enti, molte provenienti anche da altre regioni, per una manifestazione di carattere nazionale. Comitati da tutta Italia che stanno lavorando insieme per fermare le politiche del governo Renzi».

LEGAMBIENTE, BATTAGLIA SEMPRE PIÙ DURA - In Abruzzo c'erano anche i rappresentanti di Legambiente che hanno avvertito: «La battaglia contro le trivellazioni in mare si fa sempre più dura». L'associazione ha ricordato che dopo «l’ennesima norma pro-trivelle, ovvero il decreto Sblocca Italia, è ripresa, infatti, la pressione per realizzare nuovi pozzi e piattaforme. Tra queste, Ombrina Mare, di fronte alla costa abruzzese, prevede un impianto di estrazione con annesso centro di trattamento galleggiante - in altre parole una vera e propria raffineria - a sole tre miglia dal Parco nazionale della Costa Teatina di cui si attende l’istituzione». Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, ha sottolineato che «nell’anno della Cop21 (la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, ndr), dove si giocherà la partita del nuovo protocollo per combattere il cambiamento climatico questo progetto ha una drammatica valenza simbolica per tutto il Paese, e non riguarda solo l'Abruzzo. E’ in assoluto contrasto con ogni strategia che voglia lottare contro i cambiamenti climatici. Un ennesimo progetto della vecchia economia novecentesca del petrolio, che mette a rischio tutta l'economia sana della zona ed è in radicale contrasto con la costituzione del Parco della Costa Teatina, che da anni stiamo inseguendo».

GLI ALTRI NO AL PROGETTO OMBRINA - Al corteo c'era anche Don Maurizio Patriciello, prete anti-camorra della Terra dei Fuochi che ha detto: «Sono venuto a dare la mia solidarietà a un popolo antichissimo e nobile che ha il diritto di vivere con le sue risorse non calpestato da nessuno. Gente di cuore che non sopporta soprusi. Qui si dovrebbe parlare di salva Italia più che di sblocca Italia». Per il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo c'è stata «una grande partecipazione festosa per dire un secco no all'insediamento di Ombrina che non è contrattabile. Il no alla petrolizzazione è necessario nel momento in cui è stata effettuata da parte della Regione e della Provincia la perimetrazione del Parco della Costa teatina che è già all'attenzione del Consiglio dei ministri». Angelo Bonelli dei Verdi ha dichiarato: «La manifestazione per dire 'No Ombrina' è la rappresentazione democratica del sentire comune della popolazione che chiede rinnovabili e si oppone alle trivellazioni. Se si ci fosse un referendum tra petrolio e rinnovabili non avremmo dubbi sul fatto che la stragrande maggioranza degli italiani sceglierebbe le rinnovabili»