17 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Ennesimo rinvio del consiglio di amministrazione sulle nomine

AltaRoma conferma la moda dell'assalto alle poltrone

Camera di commercio e governo spingono ciascuno per il suo candidato. E intanto la società affonda. La direttrice dell'Istituto italiano della moda al DiariodelWeb.it, Agata Di Giannantonio: «Il problema è sempre la politica»

ROMA – Un’altra fumata nera. L’assemblea dei soci di AltaRoma, riunitasi ieri, ha di nuovo rinviato, e a data da destinarsi, il voto sulle nomine del nuovo consiglio di amministrazione. Una buona notizia, per la verità, è arrivata: il Campidoglio ha chiarito che la società che dovrebbe promuovere nel mondo l’haute couture romana non compare nella lista nera di quelle che destinate alla liquidazione. Ma il suo futuro resta comunque avvolto nella nebbia. Come, del resto, quello di tutta l’alta moda tricolore: «L'alta moda rappresenta il sogno, è il fiore all'occhiello che tutte le grandi case vogliono conservare, per avere una vetrina che consenta loro di vendere il pret-a-porter – spiega al DiariodelWeb.it Agata Di Giannantonio, direttrice dell’Istituto italiano della moda – Ma quando si dice alta moda, purtroppo, si pensa a Parigi. Non certo a Roma, dove è rimasto poco o niente. Non è un caso se Valentino da oltre vent'anni ha deciso di sfilare solo più in Francia».

SE IL POTERE VA SEMPRE DI MODA – In questo senso, lo stallo messicano che si è creato sul cda di AltaRoma è il perfetto emblema di un’intera filiera che appare altrettanto congelata. Lo scontro è tutto sui nomi indicati per la poltrona più alta: da un lato la Camera di commercio (che, da noi contattata, ha preferito non commentare) insiste su Massimo Tabacchiera; dall’altro il governo risponde con la terna Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, Maria Luisa Frisa, curatrice della mostra Bellissima al Maxxi, e soprattutto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine e prediletto di Matteo Renzi. Le speranze di sciogliere il nodo sono tutte riposte nel prossimo incontro con Carlo Calenda, viceministro per lo Sviluppo economico, che precederà la successiva convocazione dell’assemblea. Ma entrambi i soci di AltaRoma non sembrano disposti a cedere: la Cciaa, azionista di maggioranza, minaccia di arrivare alla liquidazione della società in caso non prevalga il suo candidato; palazzo Chigi potrebbe dal canto suo ritirare il contributo economico messo sul piatto, pari a 2,3 milioni di euro nei prossimi due o tre anni. «Il problema di Roma è politico – ribadisce infatti Di Giannantonio – Tutti vogliono mettere lo zampino per questioni di potere. A Parigi ci sono persone che sanno fare il proprio lavoro, pensando all'immagine del ‘made in France’. Sicuramente hanno anche loro le proprie liti interne, ma sulle questioni importanti sono sempre d'accordo. Così riescono ad attirare tutto il mondo. Si deve pensare al bene di una città e di una nazione. Servono persone competenti, capaci e di qualità, non rappresentanti della politica».

E LA MERITOCRAZIA? – E sulla competenza in tema di moda di un manager come Massimo Tabacchiera, che nella sua carriera, oltre ad essere consigliere della Camera di commercio, si è occupato di rifiuti (Ama) e trasporti (Atac e Agenzia per la mobilità) i dubbi sembrano per lo meno leciti. «Quello che sta succedendo non nasce adesso, ma è il risultato di tanti anni di malagestione: liti, disaccordi, incertezze – conclude la direttrice dell’Istituto della moda – Per sfilare a Parigi occorrono credenziali precise, qui a Roma si facevano sfilare anche persone del tutto inadatte. Negli ultimi anni stavano correndo ai ripari con le iniziative associate a Vogue, come la scoperta dei giovani talenti. Ma se non c'è un accordo di base non si va da nessuna parte».

IL LATO POSITIVO – In questo fosco scenario, c'è però anche chi intravvede una luce in fondo al tunnel, come Lupo Lanzara, direttore generale dell'Accademia di costume e moda: «Sono estremamente ottimista – commenta al DiariodelWeb.it – La presidenza Fendi ha svolto un lavoro eccezionale in questi ultimi anni, ma serve del tempo per consolidare la squadra. Finché non si prende una decisione, la fiducia rimane perché i risultati parlano chiaro. Mi auguro che si creino tutte le basi economico-finanziarie per continuare ad apportare un valore aggiunto alla città, ai giovani che cercano la loro strada, e ai settori dell'artigianato, dell'arte e dell'alta moda che sono una caratteristica di Roma».