20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Interrogazione presentatata dall'Onorevole Pastorelli

PD: si faccia qualcosa per l'olio sabino

Dopo l'interrogazione presentata alla Camera giovedì scorso, la Coldiretti Lazio chiede un incontro urgente all'assessore regionale. A rischio, 128mila olivicoltori e l'integrità del made in Italy

ROMA - Qualche giorno fa la Coldiretti Lazio ha chiesto un incontro urgente con l'Assessore all'Agricoltura della Regione, Sonia Ricci, per affrontare il dramma dei produttori laziali di olio di oliva, visti i dati appena pubblicati da Ismea, secondo i quali per il 2014, si prevede una stagione che «può definirsi pessima in maniera quasi uniforme» con stime che indicano, nel Lazio un -37% di produzione, soprattutto a causa del clima che non ha permesso la normale allegagione delle piante. Il livello di produzione atteso è di circa 12.000 tonnellate, un quantitativo assolutamente insoddisfacente, sempre secondo l'Istituto per i Mercati agricoli, che si accompagna ad una stagione della molitura aperta in ritardo e con molte strutture che probabilmente non apriranno affatto per assenza di prodotto. Una previsione allarmante, spiega Coldiretti Lazio, che non riguarda però solo l'aspetto quantitativo ma anche quello qualitativo, anch'esso previsto negativo, a causa dei numerosi attacchi della mosca olearia che hanno determinato una caduta anticipata delle olive.

128MILA OLIVICOLTORI COINVOLTI NELLA FLESSIONE PRODUTTIVA - La superficie interessata dalla flessione della produzione è di 86 mila ettari di superfici (il 7,2% degli uliveti attivi in Italia), coinvolge 128 mila olivicoltori di cui 1.380 ricompresi nel circuito delle 4 Dop dell'olio d'oliva attive in regione e oltre 300 frantoi che hanno subito gli effetti di un cambiamento climatico caratterizzato da un inverno mite e una estate piovosa che ha influenzato sia la fioritura che l'allegagione, oltre che favorire lo sviluppo di patologie come l'occhio di pavone che ha indebolito le piante e determinato l'impossibilità di eseguire i normali trattamenti. «Si tratta - ha affermato il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri - di concertare le misure più adatte a tutelare il reddito dei produttori, la qualità dell'olio d'oliva laziale ed evitare inganni al consumatore che potrebbe trovarsi di fronte prodotto straniero, spacciato per Made in Italy».

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI PASTORELLI - Di qui, l'interrogazione parlamentare presentata giovedì scorso, tra gli altri, da Oreste Pastorelli, sulla gravissima battuta d'arresto della «produzione di olio extravergine di oliva nell'attuale stagione 2014-2015". Tale crisi, hanno spiegato gli interroganti, è causata dal «parassita batrocera oleae, meglio noto come mosca dell'olivo», responsabile della distruzione di «pressoché interi raccolti, mettendo in grave crisi quelle aziende agricole che incentrano la propria attività sul commercio e, molto spesso, sull'esportazione di olio extravergine di oliva". Un vero e proprio cancro, che ha interessato tutto il territorio nazionale, ma in particolare la zona della Sabina e della provincia di Rieti, vere e proprio eccellenze nel campo della produzione olearia. «L'olio prodotto in questo territorio è di rara qualità anche se ancora stenta ad emergere nel mercato internazionale, essendo ancora giovane e frammentaria la filiera produttiva preposta alla sua commercializzazione». Oltretutto, «territori con filiere produttive economicamente più attrezzate (perché da più tempo attive nel mercato olivicolo, si pensi alla Toscana) si sono già mosse per chiedere supporto al Governo rispetto alle gravissime conseguenze economiche di tale fenomeno, chiedendo la dichiarazione dello stato di calamità».

IL MINISTERO AIUTI LE PICCOLE IMPRESE DEL TERRITORIO - Gli interroganti chiedono dunque al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali «se non reputi necessario, data la gravità della situazione e nell'ambito delle proprie competenze, anche di tipo normativo, attivare – di concerto con le regioni e con gli enti locali interessati – strumenti di rimborso o comunque di indennizzo delle imprese agricole del Lazio danneggiate dagli eventi dedotti in premessa, anche proponendo, di alleggerire il carico fiscale su tali soggetti». ​