19 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Pensioni

Sui conti Inps «segnali di non totale tranquillità», la Cgil: «Oltre allarmi qualche proposta?»

Il presidente Mastrapasqua prima lancia l'allarme in audzione al Parlamento, poi precisa: «Le pensioni sono e saranno regolarmente pagate. Ho solo ricordato che il disavanzodell'ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza»

ROMA - Dall'esterno il disavanzo dell'Inps può dare «segnali di non totale tranquillità» ha detto il presidente Antonio Mastrapasqua.

DA BILANCIO SEGNALI INQUIETANTI - Durante un'audizione nella commissione di controllo degli enti previdenziali, Mastrapasqua ha riferito di aver scritto al ministro dell'Economia e e al ministro del Lavoro, per sensibilizzarli sul tema: «Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini invitandoli a fare un'attenta riflessione su un punto, essendo ormai il bilancio dell'Inps un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall'esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità».

DEFICIT DERIVA DA INPDAP - Il presidente dell'ente previdenziale ha ricordato che «la genesi di perdita dell'Inps» è derivata da uno squilibrio imputabile essenzialmente al deficit ex Inpdap, alla forte contrazione dei contributi per il blocco del turn-over del pubblico impiego e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali».

CONTI IN PIENA SICUREZZA - Mastrapasqua ha tenuto a precisare che i conti dell'istituto di previdenza «sono in piena sicurezza e si smentisce ogni allarmismo diffuso dopo l'audizione di questa mattina alla commissione bicamerale».
Il presidente dell'Inps ha proseguito: «C'è piena e totale sostenibilità dei conti della previdenza e dell'Inps. Nessun allarme e nessun allarmismo. Oggi mi sono limitato a ribadire quanto ho affermato lo scorso mese di luglio nell'annuale relazione al Parlamento e che cioè il disavanzo ereditato dall'ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza sulla tenuta della previdenza italiana. E' solo un problema contabile, che non mina la certezza dei flussi finanziari. Nessun rischio né per oggi né per domani. Le pensioni sono e saranno regolarmente pagate».

CGIL, BASTA ALLARMI, DARE SOLUZIONI - Le parole del presidente dell'Inps non sono state gradite dalla Cgil: «Oltre a lanciare allarmi, mi piacerebbe che Mastrapasqua ci dicesse cosa pensa di fare», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

NON SIA ALIBI - Secondo Camusso la vicenda «non può diventare un alibi per aumentare l'insicurezza del problema previdenziale». Poi la sindacalista ha commentato i dati Istat sul Pil: «Siamo così alla vigilia della ripresa che siamo alla certificazione del non trimestre di seguito» di calo del Pil.

CAPEZZONE (PDL), ASCOLTARE MASTRAPASQUA - Mastrapasqua è stato invece difeso da Daniele Capezzone, del Popolo della libertà (Pdl): «Non possiamo sottovalutare le preoccupazioni espresse oggi con giusto e apprezzabile scrupolo dal presidente dell'Inps Mastrapasqua sul bilancio dell'ente di previdenza pubblica, i cui squilibri derivano dall'accorpamento dell'ex Inpdap, l'ente di previdenza dei dipendenti pubblici gravato di prestazioni onerose a fronte dei contributi versati, per altro in costante contrazione. Ma la sostenibilità finanziaria dell'ente è strettamente legata al tema dell'equità soprattutto intergenerazionale».
Capezzone ha concluso: «Accanto allo squilibrio nei conti non possiamo dimenticare lo squilibrio tra le prestazioni attuali - molte, troppe, superano di decine di volte quelle minime - e tra le attuali e quelle future. Il governo farà bene a tenere questo monito in giusta considerazione».