30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Un’annata emozionante

Vendemmia a cinque stelle per i bianchi dell’Alto Adige

E' quanto dice Toni Zublasing, Presidente del Consorzio Vini Alto Adige, a raccolto finalmente ultimato. Un raccolto che, come del resto in tutta Italia, ha avuto inizio con circa due settimane di ritardo rispetto agli ultimi anni

TRENTO - Vendemmia a cinque stelle per i bianchi dell’Alto Adige e per alcune tipologie di rossi, dalla Schiava al Pinot Nero, al Lagrein: è quanto dice Toni Zublasing, Presidente del Consorzio Vini Alto Adige, a raccolto finalmente ultimato. Un raccolto che, come del resto in tutta Italia, ha avuto inizio con circa due settimane di ritardo rispetto agli ultimi anni. La vendemmia infatti è iniziata solo attorno a metà settembre e nonostante qualche capriccio del tempo - prosegue Zublasing - non si sono registrati particolari problemi nei vigneti, ad eccezione delle forti grandinate del 22 luglio che in particolare in Bassa Atesina hanno decurtato parte del raccolto.

GRANDI ASPETTATIVE - Le condizioni autunnali, caratterizzate da basse temperature, hanno favorito lo sviluppo di aromi e acidità soprattutto nei vitigni bianchi, come spiega Ulrich Pedri, responsabile del settore Enologia del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg: «I viticoltori altoatesini hanno vendemmiato uve sanissime e compatte, con ottimi valori per il mosto e un’acidità inaspettatamente buona».
Sono in particolare i bianchi a suscitare grandi aspettative, con vini aromatici, fruttati, molto freschi e complessi. I Sauvignon rivelano fin da ora aromi delicati, i Pinot Bianco e Grigio si presentano freschi e fruttati, importante è l’aromaticità dei Gewürztraminer. Anche le uve Schiava hanno avuto un’ottima maturazione, i Santa Maddalena si presentano eleganti e vivaci, i Lago di Caldaro fruttati e freschi. I Pinot Nero provenienti da vitigni in bassa quota rivelano «frutto pulito ed elegante bellezza».

QUANTITÀ: +10% - Per quanto riguarda la quantità la vendemmia 2013 registra circa un + 10% rispetto all’anno precedente e ritorna quindi alla media calcolata sul lungo periodo, conferma Toni Zublasing. A suo parere il 2013 promette di diventare un’annata «con vini molto puliti, caratteristici e longevi che rispecchiano il territorio e il lavoro nel vitigno», premiando soprattutto di nuovo i viticoltori attenti e impegnati.

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