12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Scopero dai Finanzieri della Capitale

Scoperta a Roma frode fiscale di 60 milioni di euro

Un macchinoso sistema fraudolento ai danni dell'Erario era stato orchestrato da un gruppo di commercialisti di Roma, a beneficio di un noto consorzio operante a livello nazionale nel settore delle pulizie e del facchinaggio

ROMA - Un macchinoso sistema fraudolento ai danni dell'Erario era stato orchestrato da un gruppo di commercialisti di Roma, a beneficio di un noto consorzio operante a livello nazionale nel settore delle pulizie e del facchinaggio. E' quanto scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, al termine di un'indagine coordinata dal procuratore di Civitavecchia, Paolo Calabria, hanno fatto piena luce sull'attività dell'organizzazione, capeggiata da un professionista di Roma - noto alle cronache per essere stato, tra l'altro, presidente dell'«Arezzo Calcio» - che, grazie ai consigli dei consulenti, aveva creato una rete di cooperative, cui erano state preposte «teste di legno», che venivano fatte scomparire dopo aver addossato loro i debiti tributari e contributivi del consorzio.

OCCULTATI RICAVI - Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle della Compagnia di Fiumicino, resi ardui dalla mancanza di tutta la documentazione amministrativo-contabile fatta sparire per impedire la ricostruzione del giro d'affari, è emerso, oltre all'occultamento al Fisco di ricavi per circa 60 milioni di euro, che i proventi della frode fiscale venivano investiti nell'acquisto di immobili, fatti confluire in una società appositamente creata, i cui dominus occulti erano alcuni degli indagati.