18 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
In tempo di crisi non si butta via niente

Cresce il mercato delle riparazioni low cost degli extracomunitari

Ricetta anticrisi delle famiglie lombarde: luci spente e riscaldamenti al minimo (3 su 5 stanno più attente ai consumi di casa), spesa mirata (il 43% compra meno per evitare gli sprechi), uscite solo il fine settimana (per il 29%)

MONZA - Le famiglie lombarde si fanno ancora più attente al risparmio e cambiano stile di vita. L’auto? Meglio i mezzi pubblici. Ristorante? Meglio un take - away. Si torna a controllare che le luci in casa siano spente e magari si abbassa la caldaia nonostante il freddo pungente (3 famiglie lombarde su 5 stanno più attente ai consumi di casa, tra elettricità, gas e telefono), si fa la spesa più spesso e si compra meno per evitare gli sprechi (43%), si esce solo il fine settimana (il 29% rinuncia a cene in pizzeria e aperitivi al bar). Riducono le uscite soprattutto i giovani (circa 1 su 2) e 1 under 35 su 4 passa le serate a casa di amici. Per il risparmio poi 1 famiglia lombarda su 4 lascia più spesso l’auto nel garage. E poi non si butta via niente: il 22% dei lombardi preferisce riparare anziché sostituire. Il vecchio elettrodomestico, l’abito dimenticato nell’armadio e anche il divano di casa tornano a vita nuova «rattoppandoli». E gli effetti si fanno sentire sulle imprese delle riparazioni, specialmente quelle extracomunitarie: crescono, infatti, del 6,1% in un anno le imprese attive in Lombardia nella riparazione di elettrodomestici, calzature mobili e vestiario con titolare extracomunitario (mentre il dato complessivo del settore registra una flessione annuale di -0,7%). Soprattutto cinesi, che contribuiscono a creare un giro d’affari che vale in Lombardia circa 150 milioni di euro, e che non subisce flessioni. Scegliere le riparazioni e rinviare l’acquisto è anche una scelta psicologica: 4 lombardi su 5 si aspettano ancora nuovi aumenti sui prezzi nel corso del 2013.

Come uscire dalla crisi? Se l’agenda del prossimo Governo fosse scritta dalle famiglie lombarde, per far fronte ai problemi del Paese, 6 lombardi su 10 interverrebbero subito sul mondo del lavoro (66%). La disoccupazione infatti preoccupa ancora: l’89% delle famiglie lombarde prevede un aumento della disoccupazione in Italia per il 2013, anche se resta contenuto il numero di nuclei familiari che temono un licenziamento in «casa» (7 su 10 credono che nessuno in famiglia perderà il posto di lavoro. E dopo il lavoro, tra le priorità del prossimo Governo per i lombardi dovrebbero esserci misure più consistenti per il sistema delle imprese (16%), il welfare - tra istruzione, salute e pensioni - (12%) e la famiglia (9%). È quanto emerge dall’indagine «Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia», realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche e in collaborazione con DigiCamere.

I risultati della indagine per provincia. 1 famiglia lombarda su 5 cambia le abitudini per inseguire il risparmio. Per far quadrare il bilancio famigliare, i milanesi riducono le cene (36%), il «fai da te» vince a Monza e Brianza: ormai quasi 1 famiglia su 3 preferisce affidarsi a sarti e riparatori di elettrodomestici piuttosto che affrontare nuove spese. A Varese più attenti alle spese della casa (68%) e a Bergamo si rinuncia alla comodità dell’automobile (31%).