22 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Previdenza | Riforma pensioni

Dopo la riforma delle pensioni le famiglie scelgono lo stipendio

Lo ha affermato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo cui «sulla riforma Fornero si può dire che oggi c'è una presa di coscienza delle persone, e nella scelta tra pensione e stipendio le famiglie preferiscono lo stipendio»

ROMA - Con la riforma delle pensioni del governo Monti c'è stata una «presa di coscienza» degli italiani e ora «le famiglie preferiscono lo stipendio alla pensione». Lo ha affermato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo cui «sulla riforma Fornero si può dire che oggi c'è una presa di coscienza delle persone, e nella scelta tra pensione e stipendio le famiglie preferiscono lo stipendio. Questo potrebbe essere visto come un primo effetto della riforma ancor prima che sia entrata in vigore, perchè inizierà a dare i propri frutti dal primo gennaio».

UN FATTORE LEGALE E UNO PSICOLOGICO - «C'è un fattore legale - ha spiegato Mastrapasqua in un'intervista a Tgcom24 - ovvero l'impossibilità di andare in pensione e un fattore psicologico, legato a tutto quello che sta accadendo. Le famiglie si rendono conto che è molto meglio uno stipendio pieno che una pensione».
«Questa è una riforma che segue il percorso delle riforme a partire da quella Amato. Pensare a una controriforma prima ancora che sia entrata in vigore la riforma è difficile. Ci sono punti di forza e debolezza, si potranno fare degli aggiustamenti davanti a eventuali distorsioni. Tuttavia - ha aggiunto - immaginare già degli scenari nel libero dibattito credo che non giovi».

NESSUNO E' SENZA LAVORO E SENZA PENSIONE - «Sugli esodati - ha sottolineato il presidente dell'INPS - tutte le cifre in possesso dell'Inps sono le stesse in possesso del ministero e del Parlamento. Non si tratta di un balletto di cifre. Oggi, tra le persone determinate dal Parlamento e coloro che avevano già maturato i requisiti, siamo intorno ai 200mila. Oggi non c'è nessuno che è senza sia lavoro che pensione».