3 marzo 2024
Aggiornato 16:00
Intervista del Ministro dell'Istruzione a Rai Radio 1

Profumo: Rimettere lo studente al centro della scuola

Il Ministro: «Ecco come sarà il concorso per gli inseganti. Ci sarà un test iniziale di prescrematura dove l'obiettivo è quello di selezionare docenti che lavoreranno nella scuola per i prossimi 20/30 anni, quindi grande attenzione a quelle che saranno le necessità del Paese»

ROMA - «Ci sarà un test iniziale di prescrematura dove l'obiettivo è quello di selezionare docenti che lavoreranno nella scuola per i prossimi 20/30 anni, quindi grande attenzione a quelle che saranno le necessità del Paese. Sarà valutata la loro capacità logica, di comprensione verbale, le loro competenze linguistiche ed informatiche. Poi ci sarà una seconda prova, di competenze e di settore. Nella terza prova saranno valutate le capacità dello stare insieme in classe del candidato, quindi una lezione simulata, una valutazione delle attitudini della persona a rapportarsi con i giovani. Una modalità nuova per individuare i nuovi docenti del nostro Paese». Ha detto così il ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, nel corso di una intervista rilasciata al programma 'Prima di tutto' di Rai Radio 1.

Doppio canale per gli abilitati - Alla domanda su chi potrà accedere al concorso, visto anche che è il primo bando dopo 13 anni, Profumo ha spiegato: «Gli abilitati e questo consentirà alle persone di avere un doppio canale, quello delle graduatorie e quello del concorso».

Cosa ne sarà dei cosiddetti precari storici, i 250mila vincitori di concorso già in graduatoria? «Bisogna chiarire che ci sono tre momenti nella vita delle persone, uno è il momento della laurea, il secondo è quello dell'abilitazione, il terzo quello del concorso per ottenere un posto. Le persone che sono in graduatoria sono 180mila di cui 22mila varranno messi in ruolo. Questi rimarranno in graduatoria, ma avranno la possibilità di partecipare al concorso e se vincitori potranno accelerare l'ingresso nel mondo della scuola».

«Il sistema nazionale di valutazione scolastica è costituito da 3 elementi - ha continuato il Ministro - invalsi, indire e corpo ispettivo. Il processo sarà attraverso un'autovalutazione delle scuole, basato su dati oggettivi messi a disposizione dal Ministero, relativi alla logistica, caratteristiche della scuola, i suoi risultati. Successivamente ci sarà una valutazione dell'autovalutazione stessa e saranno individuati quegli elementi per migliorare il sistema della scuola. La centralità naturalmente è lo studente. Bisogna offrire un servizio migliore agli studenti e alle loro famiglie».