26 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Il sisma in Emilia

Recuperate tutte le forme di Parmigiano danneggiate

«Si chiude la fase uno, quella dell'emergenza, la più drammatica da domani nessun casaro del Parmigiano Reggiano dovrà più svegliarsi e vedere il proprio lavoro di due anni ammassato a terra e danneggiato» ha detto il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, sulle pagine della «Gazzetta di Reggio»

BOLOGNA - A oltre due mesi di distanza dalla prima scossa, tutte le forme di Parmigiano Reggiano danneggiate dal terremoto sono state recuperate. «Si chiude la fase uno, quella dell'emergenza, la più drammatica da domani nessun casaro del Parmigiano Reggiano dovrà più svegliarsi e vedere il proprio lavoro di due anni ammassato a terra e danneggiato» ha detto il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, sulle pagine della «Gazzetta di Reggio».

Il sisma del 20 e del 29 maggio ha colpito in tutto 19 magazzini di stagionatura del formaggio e ha danneggiato 37 caseifici e oltre 600 allevamenti conferenti latte. In termini di prodotto, è stato coinvolto dal sisma quasi il 20% del comparto produttivo, con circa 600 mila forme cadute a terra. In base alle disposizioni delle autorità sanitarie, si legge sul quotidiano locale, tutto il prodotto danneggiato è stato destinato a lavorazioni idonee - una parte molto rilevante verrà destinato alla fusione - o allo smaltimento come rifiuto.

«Da domani ci possiamo concentrare sulla fase due, quella della ricostruzione - ha aggiunto Alai - e del ripristino delle condizioni economiche dei caseifici, gravati da danni quantificabili in oltre 110 milioni di euro. Ora ci aspettiamo la concretezza degli interventi delle Regioni e del Governo centrale».