2 dicembre 2022
Aggiornato 18:00
Al Fuorisalone del mobile di Milano

I grandi chef mettono nel piatto l’agricoltura italiana di qualità

Carlo Cracco, Emilio Battisti e altri grandi cuochi preparano piatti «stellati» con i prodotti delle cascine milanesi e pavesi. La Cia partecipa così alla kermesse internazionale di design, proponendo un nuovo «food concept» fatto di innovazione e tradizione

MILANO - La creatività dei grandi chef e la qualità dell’agricoltura italiana: l’iniziativa della Cia-Confederazione italiana agricoltori al Fuorisalone del Mobile di Milano vuole ricongiungere la gastronomia d’autore alla tradizione rurale locale. E lo fa chiamando le migliori «firme» della cucina italiana a reinterpretare le materie prime del territorio per farne piatti esclusivi e sofisticati a prezzi contenuti.

Si chiama «MI gusto Tortona - Farmer & Gourmet Experience» l’iniziativa realizzata dalla Cia di Milano insieme all’associazione Tortona Area Lab, che ha avuto inizio il 17 aprile con la «stellare» apertura affidata a Carlo Cracco e Cesare Battisti, prosegue fino a domenica 22 aprile, dando spazio ogni giorno a un nuovo chef, che cucinerà dalle 10 di mattina alle 2 di notte facendo felici i palati dei visitatori, che pagheranno un prezzo tra i 5 e gli 8 euro per degustare piatti tanto ricercati quanto salubri. Il tutto avverrà in uno spazio «arredato» secondo le ultime tendenze del design internazionale perfettamente in tono con il Salone del mobile. Si potrà osservare gli chef al lavoro all’interno di una modernissima cucina costruita all’interno di una struttura mobile e altamente tecnologica.
Anche i prodotti agricoli delle cascine milanesi e pavesi sono messi in vendita all’interno di stand disegnati da grandi design, riproducendo in questo modo, anche visivamente il connubio di innovazione e tradizione, che è senso del progetto della Cia.

Di Carlo Cracco è stato lo «show» d’apertura: il celebre chef stellato ha dato lezioni di recupero della tradizione gastronomica locale riproponendo la cucina di Maestro Martino, grande cuoco del Rinascimento, padre della cucina lombarda. Ma nei 5 giorni dell’iniziativa si danno il cambio ai fornelli Viviana Varese (Ristorante Alice); Enrico e Roberto Cerea (Ristorante Da Vittorio); Matias Perdomo (Ristorante Pont de Ferr); Fabio Pisani e Alessandro Negrini (Ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia); Alice Delcourt e Cesare Battisti (Ristorante Erba Brusca e Ristorante Ratanà).