9 dicembre 2019
Aggiornato 18:30
Banca Europea degli Invesitmenti

BEI, in Italia prestiti 2011 record a 9,1 miliardi: ora focus sul Sud

Il Presidente Hoyer a Roma: Pronti a dare contributo al successo del Paese. La nostra raccolta di finanziamenti di quest'anno è andata oltre le attese, e da quel che vedo questo vale anche per una istituzione partner come il Efsf

ROMA - Con oltre 9 miliardi di euro di finanziamenti erogati nel 2011, la Banca europea degli investimenti ha portato avanti il suo impegno in Italia segnando un nuovo record, mentre la penisola si conferma il principale beneficiario storico dei prestiti da quando la banca è stata costituita, nel 1958. Oggi a Roma a presentare il rapporto sulle attività dello scorso anno c'era il presidente Werner Hoyer, che in mattinata ha avuto un incontro con il presidente Giorgio Napolitano, successivamente con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera mentre nel pomeriggio è previsto un incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti.

Hoyer ha parlato di «sviluppi politici ed economici molto promettenti» nella penisola negli ultimi mesi, aggiungendo che «la Bei è pronta a dare il suo contributo a questo successo». E una parte rilevante di questo impegno riguarda piccole e medie imprese: sui 9,1 miliardi di euro mobilitati in Italia, alle Pmi la Bei ha erogato 3,5 miliardi di euro, a fronte di 13 miliardi a livello delle Pmi di tutta l'Unione europea. Ancor più significativo il numero di Pmi italiane che hanno ricevuto finanziamenti: circa 20.000 praticamente raddoppiate rispetto al 2010.
Ora, dopo la fase di incremento degli interventi nell'Ue negli ultimi anni, la Bei si sta inevitabilmente riorientando verso una normalizzazione dei suoi prestiti, anche in Italia. Sull'ammontare dei fondi che verranno erogati in Italia «è troppo presto per fare previsioni sul 2012. Ma dai colloqui che ho avuto oggi, in particolare quello con il presidente Napolitano, che mi ha molto colpito, posso dire che è nel Mezzogiorno che dobbiamo agire. E siamo pronti a farlo - ha detto Hoyer - siamo in attesa di ricevere progetti».

Hoyer si è poi detto «abbastanza ottimista» sulla situazione dei mercati finanziari. «La nostra raccolta di finanziamenti di quest'anno è andata oltre le attese, e da quel che vedo questo vale anche per una istituzione partner come il Efsf». I cali dei differenziali di rendimento tra titoli di stato dei paesi dell'area euro, i famigerati «spread» «sono un segnale di fiducia che sta tornando». E qui il presidente della Bei ha definito l'Italia come «il miglior esempio in Europa» dei risultati delle riforme: vengono valutate positivamente dai mercati e innescano rapide reazioni calmieranti su rendimenti e spread dei titoli di Stato.
Per parte sua il modello della Bei ha dimostrato di funzionare anche con le tensioni dei mesi passati: nel 2011 ha raccolto finanziamenti per 72 miliardi di euro totali sul mercato: «Siamo il maggior debitore multinazionale al mondo - ha detto ancora Hoyer - e oltre la metà dei finanziamenti raccolti viene da paesi non Ue. Questo grazie ai nostri rating elevati. Sono un convinto europeista e mi pare che possiamo ritenerci la dimostrazione che c'è ancora fiducia nell'Ue a dispetto di tutti i pronostici pessimistici».