29 novembre 2021
Aggiornato 10:00
I dati del Ministero dell'Economia

Fisco, crescono le entrate tributarie nel 2011: 411,790 mld (+1,2%)

Le entrate tributarie erariali di gennaio ammontano a 32.680 milioni di euro in crescita del 4,5% (+1.405 milioni di euro) rispetto allo stesso mese del 2011. UE: No ad accordi separati con Berna su interessi depositi

ROMA - Nel 2011 le entrate tributarie erariali hanno fatto registrare una crescita dell'1,2%. Lo rileva il ministero dell'Economia. Il gettito totale è stato pari a 411.790 milioni di euro (+4.823 milioni di euro rispetto all'anno precedente).
Tuttavia spiega il Tesoro «a partire dalla seconda metà dell'anno il peggioramento del quadro congiunturale dell'economia italiana, conseguente all'aggravarsi della crisi del debito sovrano, ha determinato un'attenuazione del ritmo sostenuto di crescita delle entrate tributarie registrato nei primi mesi dell'anno, in parte compensato dagli effetti delle misure delle manovre correttive di finanza pubblica varate a partire dall'estate».

Crescono del 4,5% le entrate a gennaio 2012 - Le entrate tributarie erariali di gennaio ammontano a 32.680 milioni di euro in crescita del 4,5% (+1.405 milioni di euro) rispetto allo stesso mese del 2011. Le imposte dirette fanno registrare un incremento complessivo del 2,3% (+493 milioni di euro). Il gettito Ire non presenta variazioni di rilievo (+78 milioni di euro), mentre il gettito Ires evidenzia un incremento (+87 milioni di euro) che riflette i versamenti dei contribuenti con esercizio non coincidente con l'anno solare. Le imposte indirette fanno rilevare un aumento complessivo del 9,2% (+912 milioni di euro). In particolare, l'incremento del gettito Iva (+308 milioni di euro) risulta trainato essenzialmente dal prelievo sulle importazioni.

UE: No ad accordi separati con Berna su interessi depositi - La Commissione europea chiede a tutti gli Stati membri di non muoversi alla spicciolata, cercando accordi bilaterali separati con Berna per lo scambio di informazioni o la tassazione dei redditi generati dal risparmio depositato in nero nelle banche svizzere, e di perseguire invece il metodo comunitario, conferendo a Bruxelles il mandato per negoziare accordi fra l'Ue e la Svizzera, o altri paesi terzi, «per il bene di tutti i Ventisette».
L'argomentazione è sviluppata in una lettera che il commissario europeo alla Fiscalità, Algirdas Semeta, ha inviato oggi a Margrethe Vestager, ministro dell'Economia danese e presidente di turno del Consiglio Ecofin, e in copia a tutti gli altri ministri delle Finanze dell'Ue. Il commissario chiarisce che gli accordi bilaterali su materie fiscali con i paesi terzi devono essere compatibili con il diritto comunitario, e devono essere evitate sovrapposizioni nei settori coperti dalla legislazione Ue. Semeta sottolinea anche l'importanza di affrontare con un approccio comunitario questo tipo di evasione fiscale, aiutando gli Stati membri a recuperare le tasse non pagate.