4 dicembre 2021
Aggiornato 21:00
Domani la firma del riassetto

Edison prepara un piano di «svolta»

Edison sta già ragionando su cosa farà una volta che, dopo 160 anni, il controllo passerà a Edf, il primo gruppo energetico francese che ne deterrà l'80%. Il 2011 si è chiuso con 928 milioni di svalutazioni

MILANO - Edison sta già ragionando su cosa farà una volta che, dopo 160 anni, il controllo passerà a Edf, il primo gruppo energetico francese che ne deterrà l'80%. «In questi mesi - ha detto il direttore finanziario Massimo Masi durante la presentazione dei conti 2011 - stiamo lavorando ad un nuovo piano strategico, che sarà presentato nella seconda parte dell'anno: sarà un piano di svolta». La società, ha anticipato l'amministratore delegato Bruno Lescoeur, mira nel lungo termine ad operare nel gas «in Italia ed in Europa» ma anche nella produzione di energia «al di fuori dall'Italia, soprattutto nella regione mediterranea»: nell'energia elettrica Edison è ad ora il secondo produttore in Italia, con circa il 15% della produzione nazionale ed in Grecia, con il 12%. La società, ha messo ancora in rilievo l'ad, «beneficerà della forte stabilità del suo azionista (lo Stato francese, ndr). Ritengo che i problemi con le agenzie rating siano finiti».

Intanto però la campagna d'Italia, è costata piuttosto cara. Dopo più dieci anni, non senza guerriglie azionarie, Edison chiude il 2011, l'ultimo anno in condominio con gli italiani, con 928 milioni di svalutazioni, di cui 572 per la vendita ai soci nazionali guidati da A2A e Iren del 50% di Edipower per 600 milioni (con una valorizzazione del 100% dell'ex genco di 1,2 miliardi rispetto ai 2,2 miliardi del valore di carico).
L'Ebitda, il margine operativo lordo, scende del 29,8% a 887 milioni, già escludendo Edipower dal perimetro, mentre i ricavi salgono del 17,5% a 11,38 miliardi. Per il 2012, il gruppo conta di riportare la marginalità ai livelli 2010 (1,36 miliardi da cui sottrarre 105 milioni di Edipower) se si chiuderanno, come ritiene, favorevolmente le rinegoziazioni dei contratti per la fornitura di gas con Libia e Qatar. «Il risultato netto - ha comunicato la società - è negativo per 871 milioni dall'utile di 21 milioni del 2010 a seguito della classificazione di Edipower tra le attività destinate alla vendita e dell'aumento dell'imposizione dovuto, fra le altre cose, all'applicazione della Robin Hood Tax».
Buon riscontro invece, dall'aumento dei clienti retail, le famiglie, salite a 1,4 milioni.

Oggi intanto si sono svolti un Consiglio di gestione di A2A - Il consiglio di amministrazione di Edison che si è tenuto ieri in tarda serata, dopo essere slittato per lo svolgimento dei funerali di Giuliano Zuccoli, presidente dal 2005, ha approvato i termini definitivi degli accordi per il riassetto di Edison ed Edipower. La firma degli accordi con gli italiani sarà domani.
Oggi intanto si sono svolti un Consiglio di gestione di A2A, il primo senza Giuliano Zuccoli presidente, ed un consiglio dei soci nazionali di Foro Buonaparte raccolti in Delmi proprio per un'informativa sulla partita Edison-Edipower. Da chiudere definitivamente entro il prossimo 30 giugno, dopo il via libera Consob all'opa di Edf sul 20% di Edison, per cui Parigi ha proposto un prezzo di 84 centesimi ad azione, e dopo che saranno definitive le «condizioni di mercato», i prezzi che l'ex genco pagherà a Foro Buonaparte per la fornitura di 1 miliardo di metri cubi di gas con cui alimentare le centrali termoelettriche.