12 luglio 2020
Aggiornato 12:00
Nonostante la crisi economica

A Natale solo 1 italiano su 10 taglia le spese alimentari

E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'indagine «Xmas Survey 2011» di Deloitte. Destinati alla spesa alimentare per la festività ci sono 139 euro

ROMA - Nonostante la crisi solo poco più di un italiano su dieci (11 per cento) è intenzionato a tagliare la spesa per alimentari a Natale mentre ben il 42 per cento risparmierà sui divertimenti e il 40 per cento sull'abbigliamento. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'indagine Xmas Survey 2011 di Deloitte, che evidenzia la maggiore tenuta della spesa alimentare degli italiani per Natale rispetto agli altri beni. Si stima che - sottolinea la Coldiretti - su un budget totale medio di 625 euro a famiglia destinato al Natale, ben 139 euro (il 22 per cento del totale) sono destinati alla spesa alimentare aggiuntiva per imbandire le tavole delle festività.

Premiata l'enogastronomia - La spinta verso spese utili - continua la Coldiretti - premia dunque l'enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento a ridurre gli sprechi che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Gli italiani - stima la Coldiretti - acquisteranno per Natale prodotti alimentari tipici per un valore di più di 2 miliardi di euro, per effetto della tendenza verso i prodotti alimentari di qualità da regalare a se stessi o agli altri è favorito dalla grande varietà dell'offerta, con occasioni per tutte le tasche.
Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari. L'agroalimentare Made in Italy - conclude la Coldiretti - può contare su 230 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea senza contare le 4606 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 517 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica.