14 luglio 2020
Aggiornato 20:30
Tra le top 20 cantine cooperative italiane

La cantina Valpolicella Negrar è la prima cooperativa veneta

Nel concorso internazionale organizzato dalla rivista tedesca Weinwirtschaft la Cantina conquista il 5° posto tra le cantine cooperative italiane, ottimo piazzamento anche nella Top 10 vini rossi

VERONA - A smentire ancora una volta il pensiero – ancora troppo comune - secondo cui le cantine cooperative italiane producono vini convenienti dal punto di vista del prezzo ma di bassa qualità, arriva un verdetto tra i più imparziali, quello di Weinwirtschaft, rivista edita da una delle più antiche case editrici tedesche di riviste enologiche. Che da dieci anni a questa parte organizza in Germania un concorso considerato a livello internazionale come il più importante nel settore cooperativistico, aperto dal 2010 anche alle cantine cooperative italiane. Ebbene, nella degustazione 2011, la Cantina Valpolicella Negrar ha conquistato il 5° posto tra le 20 cantine cooperativistiche top d'Italia, ed è la prima delle cantine cooperative venete.

Cantine cooperative: da moltitudine a molteplicità. Piazzamento buono per la Cantina anche nella classifica Top 10 vini rossi: l'Amarone della Valpolicella classico 2008 si è classificato 4° con 89 punti ed il Valpolicella Classico Superiore Verjago Domini Veneti 2006 si è classificato 5°, sempre con 89 punti. «Sono questi riconoscimenti importanti che premiano il lavoro dei nostri 200 soci nonché l'impegno costante di un'azienda che vuole essere l'interpretazione moderna della cooperativa», afferma Daniele Accordini, direttore della Cantina, «In passato – continua Accordini – eravamo visti solo come centro di vinificazione a servizio di aziende commerciali mentre oggi rappresentiamo un felice esempio di filiera corta dove un'ottima gestione, dal vigneto alla bottiglia, consente di raggiungere buoni standard nella media di produzione senza per questo rinunciare a punte d'eccellenza e a vendere i vini a prezzi adeguati». «Essere cooperativa oggi non rappresenta più un punto debole ma un vantaggio - conclude Accordini – perché essere tanti e «molteplici», cioè diversi, dà l'opportunità di lavorare su un territorio esteso e quindi di poter scoprire i vari terroir della Valpolicella Classica per coniugare cosi i valori di tutela e valorizzazione del paesaggio in una visione moderna e imprenditoriale».