26 ottobre 2020
Aggiornato 19:30
Gestito da UBS

Lombardia: bond greci nel fondo di garanzia, Colozzi: no ad allarmismi

Il PD denuncia: «Deprezzamento può costare caro alla regione»

MILANO - Sulla situazione della Grecia e la presenza di titoli ellenici nel «fondo di garanzia» della Regione Lombardia, l'assessore al Bilancio, Romano Colozzi, invita a «non creare inutili allarmismi». Nel fondo, noto anche come «sinking fund», gestito da Ubs con un capitale di circa 750 milioni a garanzia del rimborso dell'emissione obbligazionaria della Regione Lombardia del 2002 a trent'anni da 1 miliardo di dollari, ci sono anche 150 milioni circa di bond greci, in scadenza nel 2028. Nell'assestamento di bilancio dello scorso luglio Regione Lombardia, spiega il portavoce dell'assessore al Bilancio Colozzi, ha accantonato un importo analogo al valore dei bond greci, mettendosi così al riparo da un eventuale default totale, cioè senza rimborsi, della Grecia. Senza contare che ad oggi, precisa Colozzi che «una svalutazione dei titoli greci nel nostro paniere, quelli con scadenza 2028, al momento non si è verificata quindi il nostro bilancio non sta perdendo nulla».

Ieri il pd lombardo attraverso il capogruppo nella commissione bilancio, Enrico Brambilla aveva chiesto all'assessore Colozzi di riferire urgentemente in Commissione su «quali sono i rischi per i soldi dei lombardi e su quali scelte fare ora: se tenere i titoli fino alla scadenza naturale rinviando la scelta o porre fine anticipatamente a questa avventura di cui da tempo, inascoltati, avevamo evidenziato le storture».

Altro punto su cui ha chiesto conto il pd lombardo è l'iter del procedimento di autotutela di cui potrebbe avvalersi Regione Lombardia nel caso in cui le commissioni e i contratti derivati a tutela dell'emissione, stipulati con Ubs e Merril Lynch, abbiano superato valori «congrui». A riguardo, la procura di Milano ha certificato l'esistenza di costi pari a 90 milioni di euro, mentre secondo esperti di una commissione nominata dalla Regione ammonterebbero a circa 40 milioni. Ora le cifre dovranno passare al vaglio di una terza commissione, sempre nominata dalla Regione, dopodichè la Regione stessa deciderà se procedere contro le banche. «Abbiamo avviato un percorso di valutazione autorevole sulla nostra emissione obbligazionaria da un miliardo di dollari effettuata nel 2002, al termine del quale decideremo se avvalerci o meno della formula dell'autotutela, mettendo sul piatto della bilancia il rapporto fra costi e i benefici», afferma Colozzi.