8 aprile 2020
Aggiornato 17:00
Rispetto al 2009 amentano le società con un giro d’affari al di sotto di 250mila Euro (dal 39,7% al 43% del total

In 2 anni in Lombardia ci sono 9mila società «proletarie» in più

E sono complessivamente oltre 75mila le imprese lombarde più strutturate con un giro d’affari inferiore a 250mila Euro, tra società di capitale (spa, srl, sapa) e cooperative

MONZA - Non solo artigiani e piccoli imprenditori con ditta individuale, con la crisi anche le imprese lombarde più «strutturate» sono diventate più «povere». Almeno stando al giro d’affari dichiarato. Si tratta delle imprese tenute a depositare il bilancio annuale, tra società di capitale (spa, srl, sapa) e cooperative. Considerando queste forme societarie, rispetto al 2009 in Lombardia ci sono 9mila imprese «proletarie» in più: due anni fa le società di capitale e le cooperative nella fascia più bassa (al di sotto di 250mila Euro) rappresentavano il 39,7% del totale delle società attive depositanti, nel 2011 raggiungono quota 43%. Si tratta complessivamente di oltre 75mila società con un giro d’affari inferiore a 250mila Euro. E al contempo diminuiscono quelle che superano i 50 milioni di Euro, già per altro vere e proprie «mosche bianche» del sistema imprenditoriale, passando dall’esiguo 1,21% allo 0,99% del totale.

A livello territoriale, sintetizzando i due fenomeni di «impoverimento», sono le società di Brescia, Mantova, Cremona e Bergamo a soffrire di più, a metà classifica la Brianza. Nella classifica parziale che considera l’aumento delle società al di sotto di 250mila Euro, le realtà più in sofferenza si trovano a Lodi: le società della fascia più bassa aumentano dal 2009 di 4 punti percentuali, passando dal 41% al 45% del totale nel 2011. Seguono le realtà imprenditoriali di Brescia e Mantova.

Nella classifica, invece, che considera la diminuzione delle società che superano i 50 milioni di Euro troviamo Brescia, dove si riduce di più la quota di società di fascia più alta, seguita da Cremona e Mantova. È quanto emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese. «In questo momento di difficoltà – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – bisogna stringere i denti e assecondare quei pochi e timidi segnali di ripresa che vengono dal sistema imprenditoriale. Per questo credo sia necessario promuovere e incentivare gli interventi mirati a sostenere in primo luogo l’occupazione, insieme a quelli indirizzati alla creazione, alla formazione e all’assistenza di nuovi percorsi di impresa.»

E la Camera di commercio di Monza e Brianza vara un «pacchetto sviluppo» da oltre 2 milioni di Euro, per sostenere l’occupazione (500mila Euro), l’internazionalizzazione (400mila Euro), lo start up e l’assistenza alle nuove imprese (220mila Euro), l’accesso al credito (450mila Euro) e le reti e l’aggregazione di imprese (600 mila Euro).

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