13 giugno 2024
Aggiornato 06:00
«Nell'articolo 8 novità inopportuna ma troppo allarmismo»

Bonanni: «Tremonti è l'unico che ci capisce qualcosa»

Duro il leader della CISL: «Questi politici andrebbero presi a pedate. La Cgil farebbe uno sciopero al giorno»

ROMA - «La superficialità della classe politica nel dibattito sulla manovra è stata surreale. Ci penso tutti i giorni e mi infurio. E' inammissibile continuare così. E' un problema talmente serio che anche uno come me potrebbe essere tentato di prendere a pedate questa classe politica che sa solo raccontare frottole». Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, in un'intervista al settimanale A critica l'atteggiamento di maggioranza e opposizioni.

«Tremonti è uno dei pochi ad avere visione» - Secondo Bonanni il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è uno dei pochi ad avere una visione. «Giulio Tremonti - dice - è uno dei pochi che ha visione, sguardo largo: l'ho stimato e lo stimo ancora. Lui la verità l'ha sempre detta. In tutti i passaggi chiave non ho mai visto un Tremonti leggero, l'ho sempre visto realista e preoccupato».
«La verità - aggiunge - è che gli avversari politici non sopportano il suo dirigismo nell'economia e stanno provando a fargli pagare un prezzo che non è giusto che paghi. Ma io non ci sto: Tremonti ha visione, credibilità e ha lanciato l'allarme prima di tutti».
Sull'ipotesi di dimissioni di Tremonti sottolinea: «Questo lo sa lui. Ma certo, con un mare ancora così in tempesta, perdere uno che ha saputo tenere il timone ben stretto non sarebbe un bel segnale. Capisco poco di calcio, ma potrei usare una metafora: Tremonti aveva un'idea di gioco, uno schema; ora tutti sembrano correre dietro la palla in maniera disordinata».

«Nell'articolo 8 novità inopportuna ma troppo allarmismo» - La possibilità di licenziare attraverso accordi aziendale, prevista dall'articolo 8 della manovra economica, è «una novità inopportuna». Lo dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, in un'intervista al quotidiano La Stampa.
Bonanni però sottolinea che su questo tema «si fa troppo allarmismo». E la ragione è che nessun sindacato firmerebbe mai un accordo per licenziare lavoratori. «E' evidente - spiega - quale sindacato dà il proprio assenso a un piano di licenziamenti?».
Il numero uno della Cisl aggiunge che «noi non l'abbiamo chiesta e, francamente, mi sembra anche abbastanza inopportuno che sia entrata in questa materia, facendo balenare anche alla lontana la possibilità di licenziamenti indiscriminati».

«La Cgil farebbe uno sciopero al giorno» - Il leader della Cisl attacca anche la Cgil e ribadisce che lo sciopero in questa fase acuta della crisi non serve. «Capisco la protesta, la denuncia, la mobilitazione - dice in un'intervista al settimanale A - ma lo sciopero generale no. Noi non possiamo condividere una scelta che indebolisce ulteriormente il paese. Non vogliamo dare il colpo di grazia a un'Italia già così malandata».
Secondo Bonanni, la confederazione di corso d'Italia «sembra solo esaltarsi convocando scioperi. Ne farebbero uno a settimana, magari uno al giorno». Poi una tirata d'orecchie al leader del Pd, Pier Luigi Bersani: «Schiera il Pd sullo sciopero? Beh, contento lui, contenti tutti».
«Questo sciopero generale - continua - è stato pensato e deciso solo per resuscitare una storia morta, per far sventolare le bandiere di partito, per regalare una passerella a leader politici senza più nessuna credibilità. Avevo sperato in Susanna Camusso. Mi dicevo: vedrai, il pragmatismo delle donne avrà la meglio sulle vecchie logiche sindacali, lei non si farà imbrigliare nei tentacoli della Fiom. E invece sbagliavo: non riesce a liberarsi degli estremismi che devastano il suo sindacato».
Per Bonanni nemmeno Camusso «voleva lo sciopero e ancora una volta è stata costretta a pagare un prezzo alla Fiom». Il segretario della Cisl ammette che vorrebbe «riprendere un'azione unitaria sindacale, ma lavorare a un accordo con una Cgil così condizionata dalla Fiom significa solo perdere tempo».