29 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Crisi libica

Libia, export alimentare più che dimezzato in mesi di rivolta

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia l’importanza economica della fine dei conflitto

ROMA - Nel 2011 le esportazioni di prodotti alimentari e bevande dall’Italia alla Libia sono più che dimezzate (-56 per cento) per effetto dell’impatto sugli scambi commerciali provocato dalla rivolta nel principale partner commerciale dell’Italia, tra i paesi arabi. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia l’importanza economica della fine dei conflitto, confermata peraltro dalla borsa, sulla base dei dati Istat relativa ai primi cinque mesi dell’anno. Se l’Italia è fortemente dipendente dalla Libia per le risorse energetiche, il Made in Italy agroalimentare esportato nel Paese arabo riguarda soprattutto conserve di pomodoro, frutta, biscotti e cioccolato per un valore che ha superato i 100 milioni di euro nel corso del 2010.

Ad essere più richiesti dal paese del nord africa sono soprattutto i prodotti della dieta mediterranea a partire dalle conserve di pomodoro e dalla frutta fresca che rappresentano insieme il 56 per cento del valore delle esportazioni agroalimentari italiane. Significative tra le altre anche le richieste - continua la Coldiretti - di biscotti e prodotti della pasticceria (13 per cento in valore) e di cioccolato (7 per cento). Un importante flusso commerciale che – conclude la Coldiretti - si è progressivamente ridotto fino quasi ad annullarsi negli ultimi mesi e che si auspica possa ora a breve essere ripristinato.

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