17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Emergenza Corno d'Africa

Kenya, i bambini aspettano 10 settimane per avere il cibo

Medici senza frontiere International: Nairobi pretende che vengano prima riconosciuti come rifugiati

NAIROBI - I bambini malnutriti che riescono ad arrivare al campo profughi di Dadaab, in Kenya, devono aspettare fino a 10 settimane prima di ottenere la loro razione di cibo, a causa della burocrazia keniana, che chiede che siano prima riconosciuti come rifugiati.

«Le condizioni dei rifugiati si aggravano anche dopo il loro arrivo nel campo, a causa dei ritardi nella registrazione», ha detto Unni Karunakara, Presidente di Medici senza frontiere International, sottolineando che la pratica richiede «dalle otto alle 10 settimane» di tempo. Prima di essere riconosciuti come rifugiati, ai profughi vengono garantiti 21 giorni di razioni di cibo di emergenza, meno nutrienti, e viene concessa la possibilità di fare richiesta per altri 15 giorni di assistenza. Per cinque settimane, dunque, rimangono invece senza cibo. «Sono ritardi inaccettabili», sottolinea Karunakara, citato oggi dal Telegraph.

Il figlio di cinque mesi di Haredo Mohamed è morto questa settimana a causa delle «cattive condizioni di vita» e di 51 giorni di attesa per le razioni di cibo. La sua famiglia era stata costretta a «elemosinare» e a condividere il cibo con i vicini. «Siamo venuti qui a causa delle sofferenze patite a casa, in Somalia, e pensavamo che avremmo trovato un rifugio e del cibo - ha raccontato - ma non c'era nessuno ad accoglierci. Ci sono volute tre settimane per avere i documenti per le razioni di cibo, ma allora non eravamo ancora nella lista. Il nostro bambino si è aggravato durante questo periodo».

Da parte sua, il governo di Nairobi ha ribadito l'importanza di verificare i dati di tutti i profughi per motivi di sicurezza, tra cui il timore di infiltrazioni nel campo di miliziani legati al gruppo somalo Shabab. La procedura prevede che vengano prese le impronte digitali e altre informazioni su ogni nuovo arrivato e che queste vengano mandate a Nairobi per l'identificazione, prima di procedere alla registrazione.

Costruito per accogliere 90.000 persone, oggi il campo profughi di Dadaab ne ospita oltre 390.000, a fronte di una media di 1.300 nuovi arrivi al giorno a causa della siccità e della carestia che hanno colpito la Somalia.