29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Medio Oriente

Boom del turismo a Gaza, stampata la prima guida

Rivolta principalmente alla nuova borghesia della Striscia

GAZA - La Striscia di Gaza sta conoscendo un boom nel settore turistico, nonostante sia governata dal gruppo integralista Hamas e sia sottoposta da quattro anni all'embargo israeliano. A dimostrarlo, come riporta il sito web del quotidiano francese Le Monde, è la pubblicazione della prima guida turistica di Gaza, che è rivolta principalmente ai locali.
Uno dei promotori di questa guida, Mohammed Alafranji, ne ha fatte stampare per il momento 11.000 copie: «Oltre agli occidentali, anche i palestinesi hanno bisogno di spendere i loro soldi, quindi abbiamo fatto fare una guida turistica...senza turisti», spiega.

«Gaza sta vivendo una rivoluzione nel settore del turismo», dice a sua volta Mohammed Al-Madhoun, ministro «della Cultura, del Turismo, delle Antichità e dello Sport» di Gaza. «L'assedio (il blocco israeliano) ha contribuito a sviluppare il turismo locale, e il suo alleggerimento ci ha permesso di concentrare le attività dei tunnel (di contrabbando, sotto la frontiera egiziana) sui materiali per le costruzioni». Il risultato, scrive Le Monde, sono le boutique, i centri commerciali, i ristoranti e gli hotel in costruzione nella Striscia. Per quale clientela? «Palestinese e internazionale, perchè come in tutte le zone di guerra girano molti soldi a Gaza», aggiunge il quotidiano francese.

I clienti di queste strutture saranno innanzitutto diplomatici, giornalisti, impiegati delle molte Ong presenti nel territorio. Ma la fetta più sarà rappresentata dai membri della nuova borghesia della Striscia, formata da coloro che si sono arricchiti con il commercio attraverso i tunnel. A Gaza però, dove risiedono in un piccolo territorio più di un milione e mezzo di palestinesi, la maggior parte della popolazione vive ancora in condizioni assai precarie.