26 novembre 2022
Aggiornato 23:00
Materie prime

Oro a nuovi record, l'oncia sfiora quota 1.600 dollari

Mentre dall'Europa le tensioni si spostano anche sugli USA

ROMA - L'allarmismo che dall'Europa ora si propaga agli Stati Uniti continua a sospingere al rialzo le quotazioni dell'oro, con nuovi record dell'oncia che sembra sempre più puntare alla soglia psicologica dei 1.600 dollari. Il bene rifugio per eccellenza ha inanellato una prolungata ed energica fase di rialzi nelle ultime sedute, sulla scia di tensioni che si sono ricreate sui rischi di debito nell'area euro, tra paure di contagio delle difficoltà occorse alla Grecia ad altri paesi, e che ora sembrano coinvolgere anche gli Usa. Ieri l'agenzia Moody's ha messo in guardia da un possibile taglio di rating sulla prima economia globale, mentre Casa Bianca e repubblicani non riescono a mettersi d'accordo sull'aumento dei limiti del deficit di bilancio.

In più a favorire gli acquisti sull'oro vi è anche l'altalena del mercato dei cambi, e in particolare il repentino indebolimento del dollaro seguito agli annunci, sempre ieri, del presidente della Federal Reserve. Ben Bernanke ha affermato che la banca centrale Usa potrebbe avviare una nuova tornata di stimoli monetari a sostegno dell'economia, manovra che in prospettiva tende a indebolire i cambi del dollaro. Dato che tutte le materie prime si commerciano in dollari, le fluttuazioni della divisa americana tendono ad innescare aggiustamenti anche sulle quotazioni dell'oro. In una giornata in cui sulle Borse europee torna la debolezza, negli scambi elettronici sul mercato delle materie prime di Chicago, il Comex, l'oncia d'oro aumenta di oltre 7 dollari sfiorando quota 1.594 dollari, un nuovo record.