19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Rapporto SVIMEZ

Sud strategico, Nord da solo non è molla per la ripresa

Centralità Mediterraneo, fiscalità differenziata, energia

ROMA - Non è vero che «c'è un problema di crescita che riguarda soprattutto il Sud», mentre da solo il Nord «sarebbe una molla pronta a scattare al primo segno di ripresa». Anzi: oggi il Mezzogiorno si propone come «opportunità strategica del Sistema Italia». A sostenerlo il presidente dello Svimez, Adriano Giannola, secondo il quale però è necessario puntare su tre direttrici: centralità del Mediterraneo, fiscalità differenziata, politica industriale centrata su logistica e fonti energetiche alternative e tradizionali. E su quest'ultimo punto lo Svimez chiama direttamente in causa Enel ed Eni.

«La dialettica tra unità politica e unificazione economica è il filo conduttore della nostra storia - ha detto Giannola parlando alla Camera dei deputati nell'ambito della Giornata di Studi della Svimez su 'Nord e Sud a 150 anni dall'Unità d'Italia' - e l'impegno all' unificazione economica è dunque una condizione oggi più necessaria di ieri per essere Sistema e protagonisti nei mercati globali». Per questo occorre «molto coraggio e visione condivisa per intraprendere questo progetto, lo stesso coraggio e visione che consentì nel secondo dopoguerra al Mezzogiorno di partecipare da protagonista al miracolo economico nazionale».

Senza un progetto Sud forte e condiviso, infatti, il rischio è che, se non contrastato, il «silenzioso tsunami demografico ci consegnerà nel giro di poco più di trent'anni un Sud spopolato, anziano, cronicamente e ben più «patologicamente dipendente» di oggi per l' effetto congiunto di un declino nella fertilità, del progredire della speranza di vita e di una ben peculiare ripresa dell' emigrazione».

Tre direttrici dunque: la ritrovata centralità del Mediterraneo, in cui il Sud ricopre una posizione avvantaggiata; la fiscalità differenziata, «da rivendicare con totale fermezza in sede europea, per permettere una maggiore attrazione di investimenti italiani e stranieri»; una politica industriale centrata su logistica, fonti energetiche (alternative e tradizionali) e su una dotazione di risorse ambientali nettamente superiore a quella del resto del Paese.

E a questo proposito, Giannola, chiama direttamente in causa Enel ed Eni: «Così come la Basilicata rappresenta la Mecca petrolifera nazionale, e il Sud quello delle fonti rinnovabili e sostenibili in generale, la Campania e, in generale il Mezzogiorno tirrenico rappresenta la Mecca dell'inesplorato ma promettente campo della geotermia... Ed è quindi misterioso ed assordante il silenzio e l' inazione dei nostri campioni (Enel ed Eni in primo luogo, che pur in altri continenti sono produttori leader proprio in questo settore)».