27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
L'Europa chiude moderata

Borsa, tra i balzi dell'euro e nuovo record dell'oro

Il timore per l'inflazione e i debiti sovrani premia i beni rifugio. Bene Milano +1,4%

MILANO - Finale anticipato di settimana moderato delle Borse europee, quasi tutte chiuse da domani per la lunga pausa pasquale, mentre è ancora record sull'oro, con l'oncia che ha mantenuto una dinamica rialzista dopo aver superato la soglia psicologica dei 1.500 dollari: Rialzi anche sugli altri metalli preziosi, diverse materie prime tra cui il petrolio che nelle ultime due sedute è tornato a rafforzarsi. A spingere questi comparti è l'effetto combinato delle attese di inflazione e i timori di deficit di bilancio dei paesi avanzati, dopo che ai piccoli paesi periferici dell'area euro si è aggiunto niente popò di meno che il deficit degli Stati Uniti, con Standard & Poor's che ha abbassato a negative le prospettive sul rating dei titoli di stato Usa. A dispetto di una dinamica delle Borse che resta positiva, questo clima di fondo continua a premiare i beni rifugio.

E l'oro è il porto sicuro degli investitori per antonomasia, ruolo che ha riguadagnato con la crisi finanziaria globale, stamattina l'oncia ha segnato un nuovo massimo storico a 1.509,5 dollari, quasi 10 dollari in più rispetto a ieri. In rialzo anche l'argento, che dopo aver superato quota 45 dollari vede l'oncia salire a 46,155 stamattina. Successivamente le quotazioni hanno segnato limature; mentre la maggior parte delle Borse europee chiudevano con modesti rialzi dopo i forti aumenti di ieri. A Milano il Footsie-Mib si è fermato al più 1,43 per cento, tra i rialzi più sostenuti laddove ieri la piazza milanese era stata meno frizzante delle altre, Londra ha chiuso con un limitato meno 0,07 per cento, Parigi al più 0,43 per cento, Francoforte più 0,67 per cento dopo un più 3 per cento ieri.

E tra attese di aumenti dei consumi a fronte di possibili ristrettezze dell'offerta continua a salire anche il petrolio. A Londra il barile di Brent, il greggio del mare del Nord è risalito oltre 124 dollari, per poi cedere qualcosa a fine scambi, mentre negli sul New York Mercantile exchange il barile di Wti è aumentato di 27 cents a 111,72 dollari.

A contribuire a questi rialzi anche gli indebolimenti del dollaro sul mercato dei cambi, la valuta con cui si commerciano tutte le materie prime. Stamattina l'euro ha superato 1,46 dollari, ma successivamente si è moderato dopo alcuni messaggi rassicuranti lanciati dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Il capo dell'Eurotower si è innanzitutto detto «fiducioso» sul fatto che gli Usa saranno in grado di aggiustare la loro posizione di bilancio. Poi ha chiarito che al momento non si vedono contraccolpi del caro petrolio sui salari nell'area euro, e la Bce ha più volte avvertito che intende evitare ad ogni costo una spirale prezzi-salari.

A inizio mese l'istituzione ha alzato di un quarto di punto i tassi di interesse e le parole di Trichet non sembrano indicare l'intenzione di altri aumenti per l'immediato, posto che sono sempre possibili e probabili nei mesi futuri, tanto che i mercati prevedono un costo del danaro dall'attuale 1,25 per cento all'1,75-2 per cento per fine anno. Infine Trichet ha ribadito che il sistema oligopolistico delle agenzie di rating - quelle di portata globale sono solo tre, S&P, Moody's e Fitch - rappresenta un problema. Intanto se dal fronte delle grandi società quotate continuano a confluire dati positivi sugli utili trimestrali, hanno invece deluso le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa hanno deluso. Nel primo pomeriggio a Wall Street, a sua volta chiusa domani, il Dow Jones segna un più 0,26 per cento, il Nasdaq più 0,52 per cento.