8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Nucleare

Rutelli: Ora occorre ripensare la strategia energetica

«Liberate risorse per le rinnovabili. Referendum ormai superato»

ROMA - E' il famoso caso dei 'due piccioni con una fava': fermare un piano nucleare che avrebbe precipitato l'Italia in una situazione insostenibile e liberare 35 miliardi di euro in risorse che potranno essere reinvestite in ricerca e sviluppo per rilanciare il nostro Paese e renderlo finalmente autosufficiente sul piano energetico. Alleanza per l'Italia, oggi al Senato, canta vittoria. Anzi, per dirla con il leader Francesco Rutelli, accoglie «come una benedizione il fatto che il governo abbia recepito un emendamento a firma Rutelli, Molinari e Bruno al dl omnibus e spazzato così via il piano nucleare». Con un ulteriore, piccolo risparmio: qualora alla Camera dovesse essere approvato il testo in discussione al Senato, si renderà inutile anche il ricorso al referendum, visto che le norme sul cui futuro i cittadini avrebbero dovuto esprimersi verranno abrogate direttamente dal Parlamento.

Al di là di questo e «del doveroso riconoscimento del lavoro del comitato promotore», Rutelli, incontrando i cronisti in Senato, ha rivendicato «la paternità dell'iniziativa» di oggi a palazzo Madama e la bontà della linea di Api, sottolineando che però ancora non basta: «Adesso - è la tesi dell'ex vicepremier - dobbiamo vigilare affinchè un nuovo piano energetico per l'Italia venga stabilito per legge. Non deve bastare un decreto del presidente del Consiglio, perchè ci potrebbe essere il rischio che il piano nucleare, uscito oggi dalla porta, possa rientrare dalla finestra».

Insomma, secondo Rutelli, «qualcuno anche nell'esecutivo non voleva questo piano per il nucleare, anche perchè avremmo speso circa 35 miliardi per dei ferri vecchi. Senza però l'iniziativa referendaria e il disastro di Fukushima nessuno avrebbe potuto sbarazzarci di questo piano, che sarebbe stato pari, come disastro, a 10 ponti sullo Stretto, con miliardi di consulenze e progetti per qualcosa che non si sarebbe mai realizzato». Ormai, dunque, il più, a livello normativo, sembra fatto, per cui bisogna, secondo Rutelli, «guardare avanti». Primo punto, le energie alternative e rinnovabili, «sulle quali è necessario investire per spingere l'Italia nell'avanguardia del mondo in questo settore» e poi bisogna rivedere tutta la pianificazione energetica e anche economica del Paese, visto che il nucleare era uno dei capisaldi della politica dell'energia del governo.

«Nessuna chiusura - ha sottolineato ancora Rutelli - nei confronti della ricerca e dello sviluppo di un nucleare all'avanguardia, ma secondo i tecnici ci vorranno ancora altri 15 anni perchè si apra un nuovo ciclo». Fino ad allora, per Api sono le rinnovabili il futuro energetico del Paese ed è lì che bisogna investire.

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