18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Mercati

Borse UE avanti incuranti di Portogallo, ma petrolio al top dal 2008

Il barile del Brent supera i 125 dollari, oro record in scia a balzi Euro

MILANO - Borse del Vecchio Continente ancora al rialzo assieme all'euro, incuranti dell'ultima richiesta di aiuti giunta da un paese dell'Unione valutaria in difficoltà, il Portogallo. Ieri qualche effetto deprimente sui listini era stato creato prima da una nuova scossa di terremoto in Giappone, poi dalla prospettive di un mancato accordo sul bilancio Usa tra repubblicani e democratici, vicenda che rischia di paralizzare (shut down) l'attività del governo. Ma da stamattina le spinte rialziste sono ripartite vigorose sui mercati, perfino a Tokyo che ha messo a segno un balzo dell'1,85 per cento. A Milano il Footsie-Mib ha chiuso con un più 0,65 per cento, Londra più 0,81 per cento, Francoforte più 0,53 per cento, Parigi più 0,83 per cento.

E anche l'euro continua a salire, dopo che ieri la Bce ha come da attese alzato i tassi di interesse all'1,25 per cento, mentre i cambi sembrano ignorare il piano di aiuti da 80 miliardi di euro che si profila sul Portogallo. Anzi, come ipotizzato già ieri da alcuni osservatori la scelta di Lisbona potrebbe aver rassicurato, rimuovendo un fattore di incertezza dal quadro. Nel pomeriggio l'euro sale a 1,4430 dollari; lo speculare calo della valuta Usa sospinge tutte le materie prime, tra cui il Petrolio.

L'oro nero sembra inarrestabile: a Londra il barile di Brent ha sfondato al rialzo un'altra soglia psicologica, superando i 125 dollari mentre alla guerra civile in Libia, quarto produttore di petrolio dell'Africa, si aggiungono tensioni in Nigeria per una consultazione elettorale che è stata rinviata per la terza volta. Questo ha acceso timori dei mercati anche sulle forniture dal primo produttore di greggio del continente nero, dopo che da settimane si sono fermate quelle libiche. Il tutto poi si è andato a combinare con l'indebolimento del dollaro sull'euro, mentre quest'ultimo è rafforzato dalla decisione di ieri della Bce di alzare all'1,25 per cento i tassi di interesse.

Sull'Intercontinental Exchange di Londra il barile di Brent, il petrolio del mare del Nord, ha segnato un picco a 125,79 dollari, quasi 3 dollari in più rispetto a ieri e sui massimi da inizio agosto 2008, mentre negli scambi elettronici sul New York Mercantile Exchange il barile di West Texas Intermediate ha toccato 111,90 dollari, massimo da settembre 2008. In netto rialzo anche l'oro, sul mercato di Chicago l'oncia ha segnato un nuovo massimo a 1.476,5 dollari. Wall Street invece perde slancio, a metà seduta il Dow Jones cala dello 0,08 per cento, il Nasdaq segna un meno 0,01 per cento.