14 agosto 2020
Aggiornato 16:00
Vendite al dettaglio

Confesercenti: «Consumi in stallo preoccupante»

Venturi: «A gennaio peggio che nel cuore della crisi. Con il calo degli alimentari siamo davvero…alla frutta»

ROMA - «Il dato negativo di gennaio delle vendite al dettaglio colpisce molto: è andata peggio della fase più allarmante della crisi nel 2010. Ma soprattutto fa riflettere il calo degli alimentari nei piccoli negozi e perfino nella grande distribuzione: questo vuol dire che siamo davvero…alla frutta.

CRISI PROFONDA - A risollevare le sorti dei consumi interni non c’è stato neppure il miracolo dei saldi, la cui flessione abbiamo segnalato già a suo tempo. Ed ancora una volta sono i piccoli negozi a pagare il prezzo più salato. Così come appare chiaro che la percezione degli italiani è quella di chi si sente ancora alle prese con una crisi di cui non si vede l’uscita, come ha evidenziato il rapporto Confesercenti-Ispo, secondo il quale oltre il 90% dei nostri concittadini nega che il peggio sia passato.

SERVONO INTERVENTI FORTI - Un’urgente e profonda riflessione sullo stato reale della nostra economia ora si impone: fra disfunzioni di ogni tipo e un debito pubblico stratosferico, il risultato è che la crescita non decolla, la domanda interna ristagna, le incertezze ingessano i comportamenti degli italiani. Servono interventi forti: abbiamo chiesto di liberare risorse eliminando i troppi sprechi pubblici, gli eccessi burocratici e, con l’avvio del federalismo, le inutili province (con un conseguente vantaggio per le famiglie di circa 300 euro). Nessuna risposta. Eppure questa deriva dei consumi parla chiaro: se non si fanno tagli coraggiosi alla spesa, se non si rilanciano gli investimenti, se non si mette riparo ai ritardi strutturali di cui l’Italia soffre da tempo immemorabile, non si va da nessuna parte».