Farmaci a pagamento anche nelle parafarmacie
Più occupati e prezzi più bassi dalla proposta dell’ANPI che fa parte da tempo della famiglia Confesercenti
ROMA - Oltre 7500 occupati in più nel settore, 3500 nuovi punti vendita, nuovi investimenti per 600 milioni di euro, 700 milioni di risparmio per i cittadini.
Sarebbero questi gli effetti della proposta presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa dall’Anpi-Confesercenti sul riordino del sistema distributivo del farmaco in Italia, per l’estensione della vendita dei farmaci a pagamento anche nelle parafarmacie.
«Stiamo parlando di numeri concreti – ha sottolineato Massimo Brunetti, segretario dell’associazione - di reale sviluppo di un settore, di effetti benefici a livello economico e sociale.
Estendere la vendita dei farmaci a pagamento anche alle parafarmacie, con la presenza obbligatoria di un farmacista, non solo consoliderebbe la liberalizzazione del settore, ma offrirebbe una possibilità di risparmio ai cittadini e soprattutto maggiori servizi nelle località in cui è carente o insufficiente la presenza di farmacie. La nostra proposta – ha aggiunto - punta a definire un ruolo distinto e concorrente delle parafarmacie, con tutti gli effetti positivi che può comportare una corretta e costruttiva competizione».
«L’Anpi fa parte da tempo della famiglia Confesercenti – ha affermato il vice direttore generale, Mauro Bussoni – e rappresenta una categoria in continua crescita che svolge un importante servizio per i cittadini. A cominciare dalla capacita’ di offrire un servizio di vicinato più presente ed efficace, soprattutto nelle località più scoperte o in quelle a vocazione turistica che nella stagione estiva vedono aumentare in modo esponenziale le presenze. Ma soprattutto – ha sottolineato Bussoni – per la possibilità di garantire un risparmio più consistente di quello offerto dalle farmacie, inducendo queste ultime a livellare i prezzi verso il basso e svolgendo quindi un’importante azione calmieratrice. Occorre dunque rafforzare questa categoria per dare piu’ equilibrio al mercato».
Dopo la presentazione dello studio sul sistema di distribuzione del farmaco sono intervenuti alcuni rappresentanti delle forze politiche. La Senatrice Ghedini e Lirosi del Pd hanno sottolineato la convergenza delle posizioni sul ruolo delle parafarmacie e sull’estensione ad esse della possibilità di vendere farmaci di fascia C con la presenza del farmacista. Dopo la riforma – si è sottolineato – si sono avverati i vantaggi previsti sia in termini di accessibilità che di convenienza dei prezzi a favore dei cittadini, mentre non si sono manifestate le criticità temute. Anzi lo stimolo costituito dalla presenza delle parafarmacie ha spinto le farmacie tradizionali a modernizzarsi a tutto vantaggio dei consumatori. Per l’On. Della Vedova (Fli) la proposta che punta a liberalizzare ulteriormente il mercato è positiva mentre non va nella direzione giusta la deriva che tende a riaffermare posizioni di monopolio delle farmacie tradizionali.
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