Finocchiaro: il «milleproroghe» è una manovra finanziaria pasticciata
Secondo l'esponente del Pd aumenta le tasse e premia chi non rispetta le regole
ROMA - «Questo decreto non è più un milleproroghe, non è un provvedimento ordinario nel quale sono contenute le proroghe a una serie di disposizioni che per ragioni varie devono vedere prolungata nel tempo la loro vigenza. E' invece un provvedimento che ha la solennità e la complessità di una manovra finanziaria. Una finanziaria-pasticcio che aumenta le tasse e premia chi non rispetta le regole». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, a proposito dell'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto milleproroghe, con la fiducia, al Senato.
E’ UN MODO PER LIBERARSI DELL’INCIAMPO PARLAMENTARE - «Tutto questo, in più, per decreto e con l'apposizione della questione di fiducia - ha sottolineato Anna Finocchiaro - Diciamo che sono strumenti e modi che riconosciamo come tipici del governo Berlusconi, il quale come è noto pensa che la discussione parlamentare sia un inciampo, un impiccio, una cosa di cui liberarsi al più presto. Nel complesso si tratta di un provvedimento che aumenta le tasse agli italiani, che premia molti di coloro che in Italia non rispettano le regole, che è figlio delle tante pressioni a cui questo governo, che si sta decomponendo, è sottoposto».
IMPEDISCE AI SUPPLENTI DI SPOSTARSI DI REGIONE - «Contiene norme - ha elencato la presidente dei senatori del Pd - contro i precari della scuola, che grazie alla Lega non potranno spostarsi di provincia per le supplenze; un regalo, a spese di tutti gli italiani, a chi in Padania non ha pagato le multe per le quote latte; l'aumento di un euro del biglietto del cinema e tagli alla cultura; la possibilità per le Regioni di imporre una tassa in caso di catastrofi naturali, come per esempio il terremoto in Abruzzo, e addirittura lo stop alle demolizioni delle case abusive in Campania, anche se costruite in aree protette».
UNA CONFERMA DELL’ AVVERSIONE ALLE REGOLE DEL GOVERNO - «Insomma, è un decreto che, nel suo essere un pateracchio, conferma l'atteggiamento contro le regole di questo governo, di questo esecutivo che ha fallito e che è alla fine dei suoi giorni. Per tutti questi motivi - ha concluso Finocchiaro - diciamo no alla fiducia: questo è l'ennesimo provvedimento disperato di un esecutivo che non ha saputo governare il Paese».
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