24 aprile 2024
Aggiornato 18:00
Federalismo

Anci: ok all'autonomia fiscale, ora risorse perequazione

Testo frutto di confronto un aperto. Adesso la parola al Parlamento, Consiglio il 3 febbraio

ROMA - Bene il decreto sul federalismo fiscale per l'autonomia ma ora servono risorse per la perequazione. Così l'Anci in una nota.
«Il provvedimento - si legge - è migliorato e prevede maggiori certezze e garanzie per i Comuni sul lato dell'autonomia fiscale. L'Anci ritiene infatti che si sia raggiunto un equilibrio accettabile per riportare i Comuni italiani al pari degli altri sistemi europei ed internazionali. Questo è il principale obiettivo dell'Associazione. Il lavoro compiuto ha consentito di fare passi in avanti, non risolutivi, su questioni rilevanti anche per permettere ai Comuni di affrontare più agevolmente la difficilissima situazione finanziaria per il 2011 e per tutto il triennio. Resta infatti molto complicato l'assetto della finanza locale uscito dalla manovra di luglio che porterà molti enti ad usare l'autonomia per compensare i tagli».

«Con questo provvedimento giungono a due i passaggi attuativi della delega. Manca il terzo punto fondamentale: quello della perequazione. Sarà questo il tassello che dovrà portare in equilibrio il sistema e che l'ANCI auspicava fosse inserito in questo provvedimento. Il testo di oggi è il risultato di un confronto molto aperto frutto di un lavoro di proposta tecnica e politica che ha impegnato l'Associazione su tanti tavoli di lavoro con il Governo ed i gruppi parlamentari».

«Procedendo con ordine sono state queste le principali richieste accolte - ricorda l'Anci -: il riconoscimento di una quota pari al 2 per cento di compartecipazione all'IRPEF per rendere più omogeneo sul territorio il nuovo gettito devoluto da ripartire in base al domicilio fiscale; l'istituzione del Fondo di riequilibrio i cui stanziamenti sono distribuiti in accordo con i Comuni, tenendo conto di alcuni criteri quali popolazione, ampiezza demografica, gestioni associate di funzioni; assai rilevante l'accoglimento della proposta di estendere la clausola di salvaguardia prevista per il 2011 anche al 2012 (manca ancora per il 2013); la fissazioni di maggiori garanzie per assicurare ai Comuni la dinamicità del maggior gettito derivante dalle aliquote dei tributi devoluti, aliquote che possono essere modificate solo previa intesa; per quanto riguarda l'imposta di soggiorno è stato garantito che qualora il regolamento del Governo non sia adottato entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo il Comune può comunque applicare il contributo facoltativo; egualmente per quanto riguarda la manovrabilità dell'aliquota sull'addizionale Irpef che può essere azionata decorsi 60 giorni. Inoltre è stata riconosciuta l'esigenza da subito sottolineata dall'ANCI di un costante monitoraggio e verifica delle stime finanziarie rispetto ai reali gettiti al fine di garantire ai Comuni eguaglianza con i trasferimenti soppressi e nel tempo un recupero attraverso l'esercizio dell'autonomia fiscale e la dinamicità dei gettiti delle risorse decurtate con la manovra triennale. Resta ancora aperta la questione del gettito dell'IMU che vede ancora distanti le stime dell'ANCI da quelle del Governo».

«Adesso la parola Parlamento che, a differenza dell'ANCI, certamente valuta sulla base di criteri di carattere generale e politico. L'ANCI riunirà il proprio Consiglio Nazionale il 3 febbraio per la valutazione complessiva del provvedimento», conclude la nota.